Documenti dei terroristi nei luoghi degli attentati: è accaduto anche a Berlino

Documenti dei terroristi nei luoghi degli attentati: è accaduto anche a Berlino

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Firefighters stand next to a damaged truck in Berlin, Germany,Tuesday Dec. 20, 2016. The truck ran into a crowded Christmas market the evening before and killed several people. ( Michael Kappeler/dpa via AP)

Improbabile sia il caso o semplice coincidenza: il ritrovamento di documenti degli attentatori nei luoghi degli attentati è una costante. Spieghiamo perché

Quello di Berlino è solamente l’ultimo caso: gli inquirenti hanno ritrovato sul luogo dell’attentato i documenti del terrorista coinvolto nell’incidente del tir che ha travolto chi si trovava lì in quel momento. Questi “miracolosiritrovamenti sono una costante in tutti gli attentati recenti più significativi, tanto che – visti i precedenti – risulta sempre più difficile parlare del caso o di semplice, fortunata coincidenza. Fin dall’attentato dell’11 settembre l’apparizione dei documenti degli attentatori nei luoghi del crimine è quasi una “prassi”.

E in effetti sin dall’inizio ci sarebbe stato da insospettirsi, perché in mezzo alle macerie delle Torri Gemelle non era proprio facilissimo ritrovare i documenti che avrebbero ricondotto al colpevole del dirottamento degli aerei, soprattutto tenendo conto che l’incendio che divampò dopo l’esplosione dei due velivoli fu spento solamente due mesi dopo il celebre crollo. Una fortuna sfacciata, che si è ripetuta anche per gli attentati alla sede di Charlie Hebdo e a Nizza, chiudendo le indagini sul nascere.

Un’altra coincidenza curiosa lega gran parte degli attentati: ad attuarli non sono integralisti sprovveduti, bensì professionisti che sanno come muoversi e dispongono di mezzi e armi che sanno maneggiare con abilità e precisione. L’attentato di Berlino in tal senso è emblematico: dopo che il tir lanciato sulla folla si è fermato, l’attentatore è fuggito da una via di fuga (pianificata in precedenza) mostrando grande sangue freddo, atteggiamento che certo non si addice ad un terrorista che è pronto a rischiare la sua stessa vita pur di riuscire nell’obiettivo.

L’ipotesi dei professionisti all’opera prende corpo a giudicare proprio dalla modalità di fuga, studiata e per la quale può essere stata utilizzata una vettura; la domanda a questo punto è quasi una conseguenza: dei professionisti che preparano una strage si porterebbero dietro documenti e passaporti, addirittura poi perdendoli durante l’azione criminale? Difficile da immaginare, eppure è proprio quello che vorrebbero farci credere sia accaduto, tanto più che il passaporto è comparso il giorno successivo alla strage, quasi per magia, mentre nel frattempo era già stato arrestato un uomo rivelatosi poi estraneo ai fatti. Perché si ripetono questi ritrovamenti? Probabilmente per chiudere il più in fretta possibile le inchieste, evitando di indagare a fondo su tali attentati, e questo porta a un’altra domanda: l’obiettivo è nascondere qualcosa di più importante?

Il team di BreakNotizie

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