Truffe tramite Intelligenza Artificiale sempre più diffuse al telefono

37
deep-fake

Siamo ancora poco protetti da possibili raggiri hi-tech messi a punto sfruttando le intelligenze artificiali evolute. Ecco un caso recente e cosa si può fare per difendersi dai Deep Fake.

L’AI di ultima generazione è capace persino di imitare alla perfezione la voce e la cadenza delle persone e questa peculiarità è stata già sfruttata per truffare utenti ignari al telefono. L’ultimo caso nel Regno Unito, dove un dipendente di un’azienda appartenente ad una società tedesca è stato ingannato dalla voce replicata da un’intelligenza artificiale. Un Deep Fake in piena regola.

Nuove frontiere del Deep Fake: quando dall’altro capo del filo c’è l’AI

La vittima della clamorosa truffa è stato il general manager di una nota azienda britannica di energia che, dopo aver ricevuto la chiamata via telefono del CEO – in realtà un BOT sotto mentite spoglie – ha effettuato sotto precisi ordini un bonifico di ben 220 mila euro sul conto di un finto fornitore ungherese. A ricostruire la curiosa vicenda è stato il Wall Street Journal: il manager ha raccontato alla testata che la voce che aveva sentito al telefono era uguale per timbro, musicalità e accento a quella del suo superiore tedesco, e per questo indistinguibile e non sospetta.

Nel giro di pochi minuti, però, il sedicente boss ha chiamato nuovamente per un altro trasferimento di denaro, e ciò ha insospettito il dipendente, che è riuscito a smascherare la truffa. Troppo tardi, però, per i 220 mila euro già versati, spariti in differenti conti correnti ubicati in Messico e in altri Paesi. Non sono stati resi noti i nomi delle aziende truffate e le possibilità di recuperare il maltolto sono ormai pari a zero; il rimborso avverrà, però, tramite la compagnia di assicurazioni Euler Hermes Group. Non sono stati ancora individuati gli autori della frode e al momento le indagini sono ancora in corso.

deep-fake

Le truffe ai tempi del Deep Fake

Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, sarebbe bastato un semplice software commerciale di sintesi vocale per mettere a segno il colpo. Sfruttando l’Intelligenza Artificiale il programma è in grado di creare un clone identico all’originale di un’impronta vocale umana. In questo caso la truffa hi-tech è stata messa a punto ricostruendo la voce del CEO tedesco partendo da un collage di diverse registrazioni che sono poi state rielaborate dall’AI. Un tipo di tecnologia che rientra nel campo dei Deep Fake analoga a quella che consente di creare dei video falsi sfruttando semplici foto o combinando più filmati. Celebre è ormai quello circolato sulla Rete riguardante un discorso mai avvenuto dell’ex presidente degli Stati Uniti Obama.

deep-fake

Come possiamo difenderci?

Il fenomeno legato ai Deep Fake è molto insidioso ed il rischio è che prima che si riesca a sviluppare una sensibilità collettiva verso questo tipo di truffe molte altre persone vengano raggirate. Basti pensare, ad esempio, a quante vittime fa tutt’oggi il phishing. Un attacco di questo tipo è certamente più difficile da smascherare; i produttori di software di sintesi vocale fanno già la loro parte per ridurre i rischi che derivano dall’uso improprio delle AI, generalmente inserendo nell’audio una traccia che identifica come falsa la registrazione. Nel caso del finto CEO tedesco, però, è bastata una telefonata con voce autoritaria per ottenere senza problemi un bonifico. Come possiamo difenderci, allora? L’attenzione e un’adeguata informazione costituiscono sicuramente una prima linea di difesa, benché al momento appaiano non del tutto sufficienti a difenderci dai rischi dell’ingegneria sociale.

Il Team di BreakNotizie

 

Leggi anche:

Intelligenza artificiale: la più grande minaccia per l’uomo

Affectiva: l’Intelligenza Artificiale che riduce le distrazioni alla guida