Dati negativi da parte di Eurostat per i laureati italiani; solo il 53% lavora dopo tre anni

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Una serie di dati pubblicati da Eurostat dipinge uno scenario negativo per quanto riguarda l’accesso al mondo del lavoro in Italia. Infatti, se prendiamo in esame i laureati italiani si nota che, trascorsi tre anni dal conseguimento della laurea, solo il 53% ha trovato una occupazione. Un dato che ci pone davanti alla sola Grecia nell’ambito dell’Unione Europea.

Un altro dato negativo, diffuso sempre dall’istituto di statistica, mostra che tra gli italiani che appartengono alla fascia di età tra i 20 ed i 34 anni, solo il 45% di aunti hanno svolto un percorso formativo, ha trovato un lavoro. Il crollo di questa percentuale, che era del 62,5%, è avvenuto negli anni dal 2008 al 2014, cioè gli anni in cui la crisi è stata più forte. nello stesso periodo di tempo ci sono stati però altri Paesi, come in Germania, che hanno fatto registrare un trend di segno opposto, con la quota di laureati che hanno trovato una occupazione entro 3 anni che è salita di quasi 4 punti, portandosi dall’86,5 al 90%.

L’analisi dell’Eurostat è riferita ai dati del 2014, e riguarda tutti i paesi dell’Unione Europea. La media degli stati UE nel 2014 era pari all’80,5%, mentre l’Italia, come detto era attestata al 52,9%, ben distante dalla Germania, a quota 93,1. Dietro al nostro paese è rimasta solo la Grecia, anche lei alle prese con una crisi di carattere negativo. Se si prendono in esame le situazioni dei diplomati, si vede un dato ancora più preoccupante, visto che solo 30,5% degli italiani, ha trovato una occupazione in tre anni dal raggiungimento del diploma. Percentuale che sale per quegli studenti che hanno conseguito un diploma professionale, salendo fino al 40,2%.

L’analisi dell’istituto di statistica europeo fa sapere che nel 2014, nel complesso degli italiani con età compresa tra 20 e 34 anni, solo il 45% di quanti hanno svolto un percorso formativo sono occupati. Un dato che si discosta di molto dalla media europea, che raggiunge il 76%. Se poi si analizza la distanza con i paesi migliori da questo punto di vista, si notano gli oltre 40 punti percentuali in meno rispetto alla Germania, 90%, ed i 30 rispetto alla Francia, 75,2%.

Le cause del crollo sono da ricercarsi nella crisi economica che ha colpito tutta l’Europa, ma è stata particolarmente incisiva nel nostro Paese, e nelle strette che ci sono state rigiguardo ai pensionamenti, con un minor numero di posti di lavoro che si sono liberati, e quindi meno posti disponibili per i giovani. Il crollo in Italia è stato molto più ampio che nei restanti paesi dell’Unione europea. Scendendo nel dettaglio, negli anni dal 2008 al 2014 la media della UE riguardante i giovani occupati dopo tre anni dal conseguimento del titolo è calata di 8 punti percentuali, portandosi dall’82% al 76%, mentre nel nostro paese si è avuto un vero e proprio crollo, passando dal 65,2% al 45%, con una perdita di oltre 20 punti. Nello stesso periodo anche la Francia ha fatto registrare un ribasso, ma solo di 8 punti, dall’83,1% al 75,2%, mentre nel Regno Unito si è avuta una sostanziale stabilità, con un calo dello 0,4%, ed in Germania si è registrato il segno “più”, con l’indice che ha raggiunto il 90%, dal dato iniziale dell’83,6%.

In generale nell’Unione Europea, per i laureati i tassi di occupazione sono maggiori rispetto a quelli dei diplomati, ma il nostro Paese sconta anche in questo caso il fatto di essere all’ultimo posto nel dato della percentuale di giovani laureati. Il dato di Eurostat, che fotografa sempre la situazione relativa al 2014, parla di una percentuale di laureati del 23,9% tra i giovani che hanno da 30 a 34 anni. Anche in questo caso siamo i possessori della maglia nera e ben lontani dalla media Ue, che è del 37,9%. Può consolare il fatto che rispetto al 2008 il dato sia migliorato, era il 19,2%, ma nello stesso periodo la media Ue è cresciuta in maniera maggiore, visto che nel 2008 era del 31,2% e quindi l’aumento è stato di oltre sei punti.

Il Team di BreakNotizie