Come studiare per un concorso pubblico

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Nel panorama lavorativo e sociale italiano, i concorsi pubblici rappresentano una realtà che viene interpretata, di volta in volta, o come una incredibile opportunità di stabilizzazione professionale “a tempo indeterminato” oppure come una vera e propria “scialuppa di salvataggio” per tutti coloro che, per scelta o effettiva mancanze di altre opportunità, faticano a trovare lavoro nel settore privato.

Ma i concorsi pubblici non riguardano solo disoccupati, neo-laureati o persone in cerca di un’occupazione stabile: a guardare con interesse ai concorsi sono anche numerosi dipendenti pubblici, che vedono nei bandi per enti “più prestigiosi” uno dei pochi canali di “mobilità” concessi ai dipendenti già assunti che, in forza delle diverse quote di “riserve” e del punteggio aggiuntivo derivato dalla propria esperienza, cercano così di cambiare ruolo, mansione e livello di retribuzione.  

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), al centro dell’impegno dell’uscente Governo guidato da Mario Draghi anche in materia di politiche per il lavoro e azioni volte al rinnovamento della PA, ha dato un’ulteriore spinta alla promulgazione di concorsi pubblici, qui un aggiornamento sui prossimi bandi attivi, che siano allineati alle reali esigenze della PA: se guardiamo ai soli dati relativi al 2021 per i bandi PNRR, si contano 15.160 assunzioni a fronte di circa 160.000 candidature complessive.

Numeri importanti, che sottolineano quanto sia alto il livello di concorrenza tra partecipanti e quanto sia importante sapersi prepararsi adeguatamente.

Chi non ha mai sostenuto un concorso pubblico e si trova ad affrontare questa prova per la prima volta può trovarsi spaesato dalle conoscenze pregresse richieste, dalla trasversalità delle materie oggetto d’esame, dalla vaghezza dei programmi nonché dalla rigidità delle procedure: bandi, avvisi, allegati, scadenze, modalità di candidature molto articolate ma anche banche dati da studiare, codici e testi normativi di riferimento da consultare.

Per evitare di andare nel panico ecco qualche consiglio su come prepararsi per affrontare al meglio un concorso pubblico, guardando non solo la preparazione delle materie di studio ma anche ad alcuni aspetti tecnici e organizzativi fondamentali per vivere questo impegno con consapevolezza, senza ansia.

Capire come funziona un concorso pubblico

Il primo passo della preparazione di un concorso può sembrare banale, ma è molto importante. Occorre leggere con estrema attenzione il testo dell’avviso, anche più volte, se necessario, prestando grande attenzione al paragrafo solitamente dedicato alla “Prova d’esame”. È necessario prestare massima cura nella lettura esatta dei requisiti richiesti, concentrandosi sulla presenza di eventuali prove preselettive, sul programma di esame, nonché delle tempistiche previste tra una prova e un’altra.

Considerando che si parla di settore pubblico, a prescindere dalla tipologia di concorso (per diplomati o laureati) i candidati dovranno possedere una buona cultura generale e un’adeguata preparazione nelle materie oggetto del bando. Solitamente, il settore pubblico richiede una conoscenza abbastanza forte in materia di diritto pubblico, costituzionale e amministrativo, elementi di economia, conoscenza della lingua inglese e competenze informatiche di base. Per quanto riguarda le materie specifiche da preparare, tutto dipende dalle figure ricercate e dal livello di specializzazione richiesto e dalla mission stessa dell’ente.

Quale strategia per studiare e vincere un concorso? 

Molti esperti nella preparazione dei concorsi concordano sull’importanza della costanza e dell’organizzazione dello studio: l’ampiezza dei programmi e delle materie rende impossibile e controproducente uno studio superficiale, magari limitato al periodo a ridosso delle prove: l’ideale sarebbe mettersi a studiare sin dal momento della presentazione della domanda di partecipazione, in modo da evitare di arrivare alla prova scritta con l’acqua alla gola e con la paura di non essere abbastanza preparati. 

Una strategia vincente consiste nell’analizzare le prove effettuate in concorsi precedenti, provando a rintracciare la tipologia di test a risposta multipla somministrati, le tracce estratte (e anche quelle non estratte), raccogliendo qualche testimonianza dai

partecipanti. Per farlo, basta frequentare i tanto diffusi forum online dedicati ai concorsi pubblici o i tanti gruppi e community online attive sul web e sui principali Social Network.

Come superare le prove preselettive

Se il concorso pubblico prevede una preselezione, questa di solito avviene tramite il superamento di un test con domande a risposta multipla, tratte (del tutto o anche solo in parte) da un database di quesiti che viene distribuito a tutti i candidati nel mese precedente la prova.

Tendenzialmente, il database può contenere qualche migliaio di quiz, divisi per tipologia (ragionamento logico-numerico, comprensione verbale ecc.). Prepararsi al superamento della prova preselettiva prevede un grosso impegno da parte del candidato, che più che memorizzare ogni possibile domanda deve cercare di comprendere i meccanismi che permettono di risolvere ogni domanda così da poterla “riconoscere” velocemente, in sede di prova, quali sono le tipologie di risposta corrette.

Su questo punto, sono adesso disponibili sul mercato un gran numero di programmi e applicazioni per le simulazioni online, che oltre ad aiutare a familiarizzare con gli argomenti hanno il vantaggio di rispecchiare, nelle versioni più fedeli, quanto avverrà in sede di prova anche riguardo la varietà delle domande, i punteggi ottenuti, il tempo a disposizione.

Solo una volta superati i test preselettivi, si entra nel vivo del concorso ed è finalmente tempo di affrontare, con sistematicità e massimo impegno, lo studio delle materie per la prova scritta.

Quali libri studiare per prepararsi a un concorso pubblico?

Il materiale per lo studio (libri, dispense ma anche simulatori online) può essere recuperato sia online che nelle librerie. Occorrerà valutare caso per caso, a seconda del proprio punto di partenza, se affidarsi a manuali di tipo universitario (approfonditi ma molto impegnativi e non sempre accessibili) o compendi di sintesi (molto più sintetici e schematici, ma meno approfonditi), dove gli argomenti sono trattati per punti e vengono di solito forniti esempi e tracce di prove già svolte in occasione di concorsi simili. 

La varietà delle possibili prove rende necessario approcciare lo studio con un atteggiamento pratico, cercando di esercitarsi anche sulle tipologie di prove previste dal bando: risposta aperta a domande brevi, domande a risposta multipla, tema.
Le materie possono variare dal diritto pubblico al diritto amministrativo alla conoscenza di determinati decreti legislativi, questo per quanto riguarda figure amministrative. Diverse le materie per i bandi destinati a figure da inserire come funzionario o per i tecnici: economia, matematica, statistica. Discorso ancora più specifico quello legato al mondo della scuola o della sanità, che rende necessario, spesso, la frequenza di corsi di preparazione specifici.

Ecco qualche esempio di cosa studiare, per alcune tipologie specifiche di concorso:

Cosa studiare per un concorso pubblico per collaboratore amministrativo

Una delle figure maggiormente ricercata mediante selezione pubblica è il profilo di collaboratore amministrativo. Questo tipo di risorsa è presente nella maggior parte delle strutture della PA, che variano dalle università agli uffici pubblici presso i principali enti. In questo caso le materie di esame possono essere:

  • elementi di diritto amministrativo, con particolare riferimento alla disciplina del procedimento amministrativo, agli atti amministrativi e alla disciplina dell’accesso ai dati e agli atti della pubblica amministrazione;
  • elementi di contabilità economico-patrimoniale.

Cosa studiare per un concorso pubblico per operatore del mercato del lavoro

Un’altra figura particolarmente ricercata è quella dell’operatore del mercato del lavoro, un concorso aperto anche ai diplomati. Questo non vuol dire che la preparazione sia semplice: in questo caso le prove vertono su elementi di diritto del lavoro e della legislazione sociale, elementi di diritto amministrativo e di diritto pubblico, con particolare riferimento al procedimento amministrativo e al diritto di accesso agli atti e la disciplina del pubblico impiego.

Cosa studiare per un concorso pubblico per ruoli da dirigente

I concorsi pubblici per dirigenti, nella maggior parte dei casi, sono aperti a coloro che hanno

dei titoli di studio di grado superiore al diploma di scuola superiore. Si tratta di figure specializzate i cui profili possono variare dalle approfondite conoscenze in ambito normativo, amministrativo ed economico a competenze specifiche, legate alla mission dell’ente. La preparazione per questi concorsi richiede uno studio molto focalizzato sull’obiettivo e occorre tenere a mente che l’obiettivo della selezione è anche quello di valutare caratteristiche dei candidati, quali la capacità argomentativa, la capacità di analisi critica dei problemi, capacità di sintesi, orientamento alla leadership, l’attitudine a esprimersi in modo semplice e chiaro, così da evitare che l’assegnazione di un ruolo apicale sia assegnata sulla semplice valutazione di conoscenze di tipo nozionistico.
A tal fine, occorre impostare la propria preparazione con un approccio ancora più pratico. Molte prove d’esame per dirigenti, infatti, prevedono di affrontare un caso pratico di lavoro riguardante situazioni problematiche di tipo organizzativo e gestionale.

Come organizzare il tempo: studio e ripasso 

Qualunque siano le materie oggetto d’esame, la costanza nello studio e l’applicazione di un rigoroso piano di attività è fondamentale per evitare di giungere impreparati al giorno della prova. Dati i tempi stretti e non sempre definiti, il rischio di non sapersi organizzare è molto alto. Un metodo ideale è quello di preparare un calendario che tenga conto di tutte le materie da studiare, allocando slot definiti alle specifiche materie. 

Dopo qualche settimana, occorre verificare che la tabella di marcia sia stata rispettata e che si stia tenendo il passo con il ritmo di studio, pianificando, eventualmente, le azioni correttive.
Per ogni materia, l’ideale è riuscire ad alternare sempre la fase di studio a quella del ripasso, così da facilitare la memorizzazione dei concetti e allenare la mente a ritornare, velocemente, su singoli argomenti, anche molto diversi da loro. 

Suggeriamo, quindi, di cominciare ogni sessione di studio dal ripasso di quanto studiato nei giorni precedenti, andando a ritroso nel tempo, non limitandosi agli argomenti più recenti. 

Questo vi permetterà di ripercorrere, un po’ alla volta, tutto quanto studiato e aiuterà la mente ad acquisire una certa flessibilità e agilità mentale, utile in caso di prove scritte con domande multiple o aperte, a cui occorre rispondere con testi brevi e puntuali, ma anche all’orale, quando la commissione potrà porre domande su materie diverse.
Al momento del ripasso finale prima del concorso, a ridosso della data delle prove, sarà importante adottare una strategia di ripasso intelligente, magari focalizzato sugli argomenti specifici più in linea con le richieste del bando. È importante che questa fase non sia né troppo breve né troppo lunga. Su questo punto, possono aiutarvi le simulazioni online o le esercitazioni presenti sui manuali: mettersi alla prova con esercitazioni, temi e questionari il più possibile simili con quanto avverrà il giorno del concorso aiuterà a unire ripasso teorico, velocità e capacità di sintesi.