Come l’indice glicemico influisce sulla nostra alimentazione

Come l’indice glicemico influisce sulla nostra alimentazione

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L’indice glicemico è un parametro importante da prendere in considerazione se si desidera perdere peso. Ecco perchè e come scegliere i cibi giusti.

Si sente sempre più spesso parlare di diete a basso contenuto glicemico, ma in realtà di che si tratta? E in che modo favorirebbero maggiormente, rispetto alle altre, la perdita di peso? Tutte le volte che si mangia un cibo ricco di zuccheri il livello di glucosio nel sangue aumenta in maniera progressiva mano a mano che vengono digeriti amidi e zuccheri contenuti in esso. Questa dinamica si misura tramite l’IG, l’indice glicemico, che classifica quindi i cibi in base al loro modo di incidere sull’innalzamento della glicemia.

I benefici per il nostro organismo
Ci si può servire dell’indice glicemico per preparare piatti sani: ciò è importante in maniera particolare per le persone diabetiche, sebbene anche quelle sovrappeso e gli atleti possono tranne benefici per la salute dalla conoscenza di questo parametro da poco riconsiderato nella dietologia moderna.

Un’alimentazione che contrasta adipe e diabete
Come comportarsi a tavola dunque? Sicuramente prediligendo cibi a basso IG. Esistono inoltre altri alimenti che se combinati con essi contribuiscono a regolare la glicemia e a “ripulire” il sangue. Consumandoli ogni giorno abbinati a dei cereali integrali si potranno avere dei pasti sani e completi, ma anche sazianti e dietetici. Vediamone alcuni:

Salmone: apporta i preziosi Omega 3, utili per prevenire il diabete e malattie legate all’apparato cardiocircolatorio. È perfetto per i secondi piatti, accompagnato con delle verdure, in porzioni da 150 o 200 g da consumare sino a 3 volte la settimana.

Legumi: preziosi in quanto prevengono la fame nervosa, i picchi glicemici e regolano colesterolo e trigliceridi. Vanno bene sia come primi che come secondi piatti: si possono consumare nella misura di 4 cucchiai (da secchi) sino a 5 volte la settimana in preparati come risotti, minestre, zuppe ma anche insalate.

Yogurt: i suoi fermenti producono acido propionico e acetico che aiutano il fegato a regolare la produzione di colesterolo e glucosio. Ideale come merenda, salsa o colazione, la dose ideale giornaliera è di 200 g e lo si può utilizzare anche per condire insalate e macedonie.

: Verde, rosso o nero che sia, il tè favorisce la riduzione di glicemia, trigliceridi e colesterolo, nonché la perdita ponderale. Salvo problemi di ipertensione ne se possono bere sino a 5 tazze al dì.

Curcuma: questa spezia profumata possiede un principio attivo, la curcumina, che ha la peculiarità di mantenere sotto controllo il diabete di tipo 2. Può essere utilizzata per insaporire i cibi a fine cottura.

Il Team di Breaknotizie

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