I 7 alimenti insospettabili in cui si nasconde lo zucchero

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Evitare lo zucchero è sempre più difficile dal momento che si trova nell’80% del cibo preconfezionato. Questa sostanza viene impiegata da secoli per insaporire preparazioni come biscotti, torte e caramelle ma oltre ai dolci in senso stretto, nell’industria alimentare viene sempre più spesso aggiunto ad altri cibi per renderli più gustosi e indurre una sorta di dipendenza con lo scopo di venderne di più.

Una droga moderna

Non si tratta di una leggenda metropolitana: il cosiddetto bliss point (traducibile come punto di beatitudine) è quel livello di dolcezza ottimale che le industrie alimentari cercano di raggiungere per rendere un prodotto dolce al punto giusto, di modo che crei nel consumatore una certa assuefazione – proprio come una droga – e lo porti così a ricomprare quel prodotto. Com’è noto, quando ingeriamo dello zucchero vengono attivate le aree del nostro cervello che riguardano il piacere, generando un senso di benessere. Il nostro ipotalamo rilascia dopamina, ormone del piacere e della ricompensa, e per continuare a provare questa piacevole sensazione continuiamo ad assumere zucchero, spesso anche in maniera inconsapevole, sino a quando diventa difficile farne a meno.

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Che fare quindi per limitare l’assunzione di zucchero? Evitare anzitutto quei cibi “trappola” che lo contengono. Alcuni sono davvero insospettabili, vediamo quali sono.

Sughi, salse e condimenti

Sughi pronti ma anche salse come ketchup, senape, salsa barbecue, dressing per insalate e intingoli vari contengono un’alta percentuale di zuccheri. Molte case produttrici addirittura ne consigliano il consumo solo una volta a settimana. Il consiglio migliore? Non acquistarle e prepararle in casa: avremo un prodotto altrettanto buono ma sano e senza aggiunta di zucchero, conservanti, additivi e insaporitori artificiali.

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Verdure e legumi in lattina

Lo zucchero spesso viene utilizzato anche come conservante, per questo motivo non è raro trovarlo nei legumi in scatola come fagioli, ceci e lenticchie ma anche in piselli, pomodori e altre verdure. In questo caso occorre fare attenzione all’etichetta, dove la presenza di zuccheri deve essere segnalata. Una regola molto semplice ma utilissima: in linea di massima, se l’ingrediente termina con –osio, significa che quella sostanza è un tipo di zucchero. Alcuni esempi: saccarosio, glucosio, lattosio, raffinosio, destrosio, maltosio ma anche maltodestrina.

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Cibi light e dietetici

Attirano per il loro packaging dai colori rassicuranti e che suggeriscono salute, energia e benessere, ma in realtà nella maggior parte dei casi si tratta di prodotti pieni di zuccheri e additivi. Un esempio fra tutti sono le barrette energetiche. Nella categoria rientrano anche quei cibi dietetici privati dei grassi, strategia poco salutare poiché nella preparazione di questi prodotti al posto dei lipidi viene aggiunto lo zucchero. Risultato? Un prodotto che dovrebbe essere light e salutare risulta meno sano della sua versione “normale”. Un paradosso molto diffuso.

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Cereali da colazione

I cereali, soprattutto quelli pensati per i bambini, dalle forme e dai colori più accattivanti, sono ricchi di coloranti e zuccheri nascosti, al punto che un pugno di cereali può essere più calorico di una fetta di torta. Tutto questo nonostante magari venga presentato come un prodotto genuino e sano ma che rischia un’impennata di zucchero nel sangue di buon mattino, che può causare preoccupanti picchi glicemici già a poche ore dall’assunzione. Anche in questo caso, se si desidera evitare gli zuccheri in più, meglio consultare l’etichetta prima dell’acquisto.

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Riso del sushi

Il sushi viene etichettato spesso come il cibo sano per eccellenza, dove proteine e carboidrati sono perfettamente bilanciati. Non tutti sanno, però, che nella ricetta tradizionale per la preparazione del riso per il sushi, oltre all’aceto di riso, all’acqua e al sale, c’è anche lo zucchero. Meglio quindi non esagerare con gli all you can eat e concedersi questa prelibatezza giapponese una volta al mese o due.

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Pane bianco

Lo zucchero viene utilizzato per velocizzare la lievitazione, quindi è molto comune che sia contenuto nei lievitati “salati” come pane e pizza. I prodotti industriali come il pane in cassetta lo utilizzano inoltre come conservante e le alternative integrali non sono sempre garanzia di salubrità. Come regolarsi, quindi, nell’acquisto? La dose giusta di zucchero nel pane dovrebbe essere 4 g per 100 g di pane. Meglio rivolgersi al proprio panettiere (o pizzaiolo) di fiducia, o ancora meglio, se si ha la possibilità, dedicarsi alla panificazione casalinga.

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Frutta essiccata, succhi di frutta e frullati

La frutta fresca contiene il fruttosio, suo zucchero naturale, che nelle dosi giornaliere consigliate rimane un ottimo nutriente. Nella frutta essiccata, invece, lo zucchero è molto più concentrato e per fare una metafora calzante, è più simile alle caramelle. Magari si pensa di fare uno snack salutare ma in realtà si sta assumendo una quantità di zuccheri elevata.

Anche frullati, smoothie e succhi di frutta, emblema del mangiar sano spesso sponsorizzato sui social, nascondono molti zuccheri, specialmente quelli acquistati al supermercato. Oltre all’aggiunta di zucchero, che comunque si può scongiurare controllando l’elenco degli ingredienti nell’etichetta, i frullati e i concentrati sono ricchi di fruttosio e dal momento che le fibre vengono polverizzate o addirittura filtrate ed eliminate, non possono svolgere la loro azione di barriera e rallentare l’assorbimento degli zuccheri. Risultato: si avrà un prodotto che, pur avendo ingredienti naturali, è ricco di zuccheri e supera di molto il fabbisogno giornaliero, soprattutto considerando che in genere per preparare un concentrato o uno smoothie occorre più di una porzione di frutta raccomandata. Si può risolvere acquistando o realizzando dei frullati costituiti per 2/3 di verdura e il resto da frutta.

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Lo zucchero non può essere eliminato del tutto dalla nostra alimentazione e anch’esso contribuisce all’equilibrio dell’organismo e al suo buon funzionamento. Tuttavia, come sempre, la soluzione sta nella consapevolezza e nella moderazione. Quindi tieni gli occhi aperti e leggi sempre le etichette: non sempre il cibo che hai davanti è quello che sembra, per quanto appetitoso.

Il Team di BreakNotizie

 

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