Chi ha paura dei servizi segreti?

592
servizi-segreti-francesi

Ancora una volta, come succede ormai da settimane, i servizi segreti sono nel mirino delle principali testate giornalistiche a livello globale. Se in un primo momento la notizia che l’Intelligence era a conoscenza degli attentati di Parigi già un mese prima che si verificassero era partita dall’Iraq ed era stata confermata dal Time of Israel, ora la fonte è un giornale francese, e non uno qualsiasi ma Le Monde.

Le prime pagine del quotidiano transalpino hanno riportato negli ultimi giorni 30Leggendo tra le righe dei vari articoli ed editoriali si viene così a sapere che l’intelligence d’oltralpe, quella che doveva garantire la sicurezza dei cittadini di Francia, sapeva già dall’8 ottobre scorso che ci sarebbe stato un attentato all’interno di una sala per concerti.

A questo punto una sola domanda rimbalza e rimbomba nella testa: perché? Perché nessuno di loro si è preoccupato di allertare la cittadinanza? Si potrebbe pensare che un allarme lanciato senza un indicazione precisa del luogo avrebbe causato soltanto una grande ansia e lo spopolamento di ogni locale in cui si fa musica dal vivo. D’accordo, meglio non scatenare attacchi di panico di massa. Ma allora perché non quadruplicare la sicurezza all’esterno e all’interno del Bataclan, vista la quantità ingente di persone presenti al concerto?

servizi-segreti-francesi

Come si fa a non pensare che ci sia qualcosa dietro? Davanti a tali rivelazioni, come si fa a non essere d’accordo con quei giornalisti che in Italia e in tutto il mondo stanno cercando di aprirci gli occhi sul fatto che c’è qualcuno in alto che ci vuole in guerra? È davvero diventato molto difficile non credere al fatto che i nostri governi sono in combutta con le grandi aziende impegnate nella produzione e vendita di armi. Rappresentanti di popoli che all’apparenza e davanti agli occhi dell’opinione pubblica si odiano apertamente da anni, nei consigli di amministrazione di queste aziende si spartiscono la torta. Alla faccia di chi, come noi, è paralizzato dal terrore che un’imminente guerra distruggerà tutto quello che abbiamo intorno. In fondo è proprio questo lo scopo della strategia del terrore.

La paura è un’arma fondamentale che, nel corso della storia, sovrani e governi di ogni parte del mondo hanno utilizzato per sottomettere intere popolazioni. Le stesse religioni spesso sono state costruite sulla paura di quello che ci sarà oltre la vita e sull’ignoranza delle genti che sono disposte a tutto pur di ottenere la salvezza. Ecco perché la parola guerra e la parola religione si trovano spesso associate nei libri di storia e nelle attualissime pagine dei giornali.

Gli stessi terroristi si dichiarano musulmani che si armano in nome di Allah per difendere la loro fede contro quelli che definiscono infedeli. Non molto diverso da quello che fecero i cristiani durante le Crociate. La fede è un dono spirituale meraviglioso ma può trasformarsi in un’arma potentissima che se scatenata diventa difficile da arginare. Coloro che sono al governo lo sanno benissimo e non si fanno alcuno scrupolo ad utilizzarla a loro piacimento. Le ultime rivelazioni sui servizi segreti e gli attentati di Parigi non sono che un’ennesima conferma di questo.

Le intelligence di tutto il mondo non servono a garantire la nostra sicurezza, semmai servono a tutelare la loro sicurezza, quella dei governi che attraverso i servizi segreti possono controllare i popoli e determinarne le sorti. Non c’è niente di inaspettato in quello che è successo di recente a Parigi.

Il Team di BreakNotizie