Chi è il vero capo degli Stati Uniti d’America?

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La campagna per le elezioni presidenziali degli USA è ufficialmente partita, come si legge dai giornali di tutto il mondo, ma la notizia che ha colpito di più è che, come segnalato dalla stampa statunitense, il prossimo dibattito che fungerà da vetrina per i candidati alla Casa Bianca si terrà a Gerusalemme.

A quanto sostenuto dal comunicato della Casa Bianca diramato pochi giorni fa, infatti, tutti gli aspiranti presidente degli Stati Uniti d’America presenteranno dalla città israeliana la propria visione su questioni basilari della politica contemporanea, dando delucidazioni agli elettori americani sulla loro posizione sui rapporti tra USA e Stato d’Israele, sugli interventi contro il terrorismo, sulla delicata ed instabile situazione dei Paesi del Medio Oriente, e, non ultima per importanza, sulla propria visione di quella che dovrebbe essere la politica estera statunitense.

E la domanda sorge spontanea: perché il discorso agli elettori, invece che negli Stati Uniti d’America, viene fatto in Israele? Gli elettori più potenti sono forse a Gerusalemme?

Come se nulla fosse, quando rispondono alle domande dei giornalisti in merito, alcuni membri di spicco della comunicazione governativa statunitense rispondono serafici che l’incontro a Gerusalemme è una imperdibile occasione per i candidati alla Casa Bianca per fare colpo sugli israeliani.
La risposta è davvero emblematica.

I diversi candidati potranno esporre i loro progetti ed i loro punti divista nell’ora di tempo che avranno a disposizione ciascuno, il tutto di fronte ad una sorta di giuria. Insomma, più che un dibattito questa strana passerella sembra un vero e proprio esame che i candidati devono sostenere di fronte al sempre più potente Stato di Israele.

Nel frattempo, in Europa, fanno scandalo sulle pagine dei giornali le parole di un deputato britannico laburista, Gerald Kaufman, il quale si dice convinto che la maggior parte degli attentati agli israeliani siano in realtà inventati ad hoc per mantenere altissimo in Israele il livello di tensione.
Il politico inglese, di religione ebraica, sostiene che almeno la metà degli attentati pubblicizzati dalla stampa sono vere e proprie creazioni dei media, che fomentano la paura degli israeliani e rafforzano l’odio verso il popolo palestinese, i cui attacchi da parte delle truppe israeliane vengono sostenuti dall’opinione pubblica proprio perché in preda al terrore.
In questo modo ogni ignobile omicidio di ragazzini armati di pietre diventa tollerabile, anzi, spesso richiesto con forza.

In Israele ormai, continua Kaufman, si è arrivati ad uccidere senza alcuna remora tutti coloro che hanno tratti somatici arabeggianti, e che possano essere scambiati per palestinesi: negli ultimi giorni, infatti, sarebbero stati uccisi per la strada due israeliani, dalla carnagione particolarmente scura, ed un eritreo, considerato, proprio per i suoi tratti somatici, un possibile palestinese.

Il team di BreakNotizie