Casini: ”Grave l’attacco a Napolitano, proviene da schegge della magistratura”

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Ma come, la storia di una magistratura onnipotente e politicizzata non era solo una teoria di Berlusconi?  O forse il nostro coptato capo dello Stato ci nasconde qualcosa…? ndr        Segue Formigoni indagato.

ultimo aggiornamento: 22 giugno, ore 18:55
Roma – (Adnkronos/Ign) – Il leader centrista: ”Non vorrei che fosse determinato non dalla politica o dai partiti politici, ma da qualcuno che si sente minacciato nei privilegi di casta”. Schifani: ”Attaccare Napolitano significa danneggiare il nostro paese”. Bersani: ”Evitare manovre contro il Quirinale”. Napolitano: “Contro Colle insinuazioni basate su nulla”

Roma, 22 giu. (Adnkronos/Ign) – “E’ un vergognoso attacco al Presidente della Repubblica, è molto grave. Siccome a pensar male si fa peccato ma molto spesso ci si piglia, non vorrei che l’attacco fosse determinato non dalla politica o dai partiti politici, ma da qualcuno che si sente minacciato nei privilegi di casta e che pensa di esercitare il monopolio su taluni poteri dello Stato. Tanto per essere chiaro non penso siano partiti politici, ma schegge della magistratura che forse hanno un obiettivo intimidatorio”. Lo ha dichiarato Pier Ferdinando Casini all’assemblea dei dirigenti del centro Italia dell’Udc, riferendosi alle polemiche in merito alle indagini sulla cosiddetta trattativa tra Stato e mafia.

“Napolitano – ha proseguito – è un uomo che esercita le garanzie di equilibrio tra i poteri. Se c’è un uomo che non si fa intimidire, ma anzi al quale le intimidazioni fanno l’effetto opposto quello è lui. Come cittadino voglio sapere chi divulgando le intercettazioni e inserendole in un perverso circuito mediatico giudiziario ha dato l’attacco al Quirinale. Ci vorrebbe una bella inchiesta”.

La replica del segretario del Pdl, Angelino Alfano, non si è fatta attendere. “E’ indispensabile che chi piange lacrime di coccodrillo, e mi riferisco ad alcuni esponenti del centro a cominciare da Casini, per porre rimedio si faccia portatore di un disegno di legge oppure di un incentivo parlamentare per far sì che venga approvata una seria legge sulle intercettazioni, altrimenti non si fanno che chiacchiere – ha affermato Alfano – Oggi, e mi riferisco ad alcune forze politiche che si indignano, piangono lacrime da coccodrillo ma quando noi abbiamo provato a garantire la privacy delle conversazioni telefoniche ci è stato obiettato di tutto”.

Oggi è intervenuto anche il presidente del Senato, Renato Schifani, nel corso della sua visita ufficiale a Cosenza. ”In questi anni ho avuto l’onore di collaborare e confrontarmi con il presidente della Repubblica: sia nei nostri incontri istituzionali che in quelli riservati ho trovato in lui un grandissimo senso dello Stato, una grandissima trasparenza, correttezza e saggezza. Questi valori sono un patrimonio del Paese: attaccare il presidente Napolitano – ha sottolineato Schifani – significa danneggiare il nostro Paese”.

Per Pier Luigi Bersani “il Quirinale è uno dei pochi presidi di questa democrazia. Direi che è meglio evitare manovre attorno a lui” avverte il leader democratico. Mentre di ”polemica sconcertante” parla il vicepresidente del Csm, Michele Vietti. ”Il capo dello Stato è il presidente del Consiglio Superiore – ricorda – e dunque è del tutto naturale che in tale funzione abbia attivato i meccanismi che l’ordinamento prevede perché ci fosse un’attività di vigilanza e coordinamento da parte della procura generale della Cassazione, a cui questi compiti spettano per legge”. Secondo Vietti ”si è voluta scatenare una tempesta in un bicchiere d’acqua. Come sempre il tema è quello dell’uso mediatico delle intercettazioni”.

Lombardia, indagato Formigoni “Notizia falsa, non mi dimetto”
Il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni (Adnkronos)  Il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni (Adnkronos)

ultimo aggiornamento: 23 giugno, ore 12:05
Milano – (Adnkronos/Ign) – Il presidente della Regione Lombardia sarebbe indagato nell’inchiesta sui 70 milioni di euro che il polo privato della sanità Fondazione Maugeri avrebbe pagato negli anni a Pierangelo Daccò. Le ipotesi di reato, secondo quanto rende noto il Corriere della sera, sono corruzione e finanziamento illecito. Lui replica: “Io tranquillo, mi aspetto una smentita chiara e definitiva”

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