CARA FORNERO, siamo tutti un po’ #choosy

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 di Igor Riccelli

«Non bisogna mai essere troppo ‘choosy’ (schizzinosi). Meglio prendere la prima offerta e poi vedere da dentro e non aspettare il posto ideale». Così il/la ministro/a Elsa Fornero – alla discussione linguistica, su quale genere sia meglio usare, dedicherò un articolo a parte uno dei prossimi giorni – oggi parlando dei giovani, durante un convegno organizzato nella sede di Assolombarda.

Eh sì cara Fornero, che si sente «avvilita» per come stanno andando le cose, siamo tutti un po’ choosy. Anche Silvia Deaglio, sua figlia, che a 37 anni ha due posti fissi – professoressa associata di Genetica medica alla facoltà di Medicina dell’università di Torino (dove insegnano anche mamma Fornero e papà Deaglio), oltre che responsabile della ricerca alla Hugef, una fondazione che si occupa di genetica, genomica e proteomica umana, finanziata da Intesa San Paolo (di cui mamma Fornero era vicepresidente).

Siamo choosy noi che lavoriamo nei supermercati, facciamo gli inventari, volantiniamo sotto la pioggia, diamo ripetizioni ai ragazzini, rispondiamo ai telefoni dei call center, per poterci mantenere agli studi o aiutare la famiglia. O chi, come me, scrive per qualche quotidiano quando ne ha l’occasione sottopagato – quando vengo pagato – perchè  ho l’eccessiva ambizione di fare il giornalista ‘da grande’. Eh sì lo ammetto, sono terribilmente choosy.

Essere choosy, come dice Lei cara Fornero, presupporrebbe la possibilità di avere una scelta. Una cosa che la maggior parte dei giovani, a differenza di Sua figlia (indipendentemente dai suoi meriti o meno), non ha avuto e non avrà nei prossimi anni. Per essere choosy dovremmo vivere in un paese che ci offre la possibilità di lavorare; non in una nazione con una disoccupazione giovanile oltre il 30%, un precariato oltre il 40%, senza contare i cosiddetti “scoraggiati” che hanno perso la speranza e non vedono nulla nel loro futuro.

Sicuramente la causa dell’attuale situazione non è una Sua responsabilità, anche se ci sarebbe da discutere a proposito di quali siano stati i Suoi meriti durante questa legislatura, ma io credo che ci voglia un po’ più di rispetto per “i giovani”, che non sempre sono una massa indistinta che si rincoglionisce davanti al Grande Fratello. A volte cerchiamo lavoro, ci sbattiamo, studiamo, cerchiamo di capire quale strada percorrere – visto che da questo punto di vista il ‘sistema Italia’ non dà alcuna indicazione – magari senza ottenere risultati, per molto tempo. Ma non per questo ci arrendiamo… Tutt’al più emigriamo.

Quindi ritengo che le Sue parole siano state offensive e che dovrebbe scusarsi con chi non ha avuto la (s)fortuna di avere un posto fisso assicurato in università o in Regione dai propri genitori, già inseriti da anni in quel mondo del lavoro che non ci vede che come una minaccia, anzichè valorizzarci come la risorsa che potremmo essere.

Uno studente, lavoratore occasionale e aspirante giornalista.

http://solosapere.com/2012/10/22/cara-fornero-siamo-tutti-un-po-choosy/