Capire l’inflazione

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Nello scrivere questo articolo, il mio principale desiderio è quello che possa essere compreso dal maggior numero possibile di persone. Per questa ragione ho profuso molti sforzi per spiegare ogni concetto nel modo più semplice possibile, corredandolo di esempi leggibili da tutti.

La ragione di questo sforzo è che l’inflazione è una parola che ritorna spessissimo nei discorsi dei politici e dei banchieri istituzionali e viene costantemente agitata come uno spauracchio: così, “per scongiurare l’inflazione” il governo della moneta viene affidato in mani private ( le sole imparziali e competenti, secondo quanto ci raccontano) e alla collettività vengono imposti sacrifici. Quindi solo una consapevolezza generalizzata di cosa sia realmente l’inflazione, può portare a liberarsi dalla paura di questo problema, paura che genera una vera e propria schiavitù finanziaria.

Il modo più comune di descrivere l’inflazione è il seguente: la signora Rosa possiede un piccolo bar in una località montuosa ed è in grado di servire 100 caffè al giorno agli avventori a 1 € l’uno. Arrivano cento avventori che hanno a disposizione 1 € ciascuno, ognuno acquista il suo caffè e questa è la situazione ideale di equilibrio, per cui tutti i soldi a disposizione sono stati spesi e tutti i prodotti sono stati venduti.

Se invece si presentassero centodieci avventori, sempre dotati di 1 € a testa, poiché la signora Rosa non riesce a servire più di 100 caffè, per la legge della domanda e dell’offerta il prezzo si alzerebbe a 1,1 € e le 100 tazzine di caffè verrebbero vendute esaurendo i soldi disponibili. Questa ipotesi dell’aumento del prezzo, si realizza se, idealmente, si scatena un’asta per il caffè, per cui, in media, viene a costare un poco di più. Già questo punto di partenza non è esatto, perché, come ci ha insegnato Trilussa, la media è fatta da qualcuno che il caffè lo beve tutto e qualcun altro che resta a bocca asciutta, da novanta persone che lo pagano 1 € e gli ultimi dieci che lo pagano doppio pur di non restare senza. Ma prendiamo per buona la media e osserviamo la conclusione: se i soldi disponibili per gli acquisti superano il valore delle merci in vendita, non servono a nulla e producono solo un aumento dei prezzi: questa è l’inflazione.

Per comprendere bene il discorso generale, occorre descrivere anche la situazione opposta, che si chiama deflazione. Se la signora Rosa ha preparato i suoi cento caffè, ma nel bar arrivano soltanto novanta persone, pur di venderli abbassa il prezzo a 0,90 e così tutto il denaro disponibile (90 €) viene speso per comprare tutti e 100 i caffè. Anche in questo caso la legge della domanda e dell’offerta ha pareggiato i soldi alle merci, causando una diminuzione dei prezzi.

Esiste un terzo caso significativo, che si è realizzato varie volte nella storia, e che si chiama stagflazione, consiste nel fatto che l’economia decresce, ma i prezzi aumentano lo stesso. Possiamo descriverlo così: dopo alcuni giorni di deflazione (quindi di cattivi affari) la signora Rosa si trova a corto di soldi, perciò, quando va a fare la spesa, compra il pacchetto piccolo di miscela, con cui potrà preparare solo 50 caffè. Al posto delle consuete cento persone, arrivano ottanta avventori nel suo bar, quindi ci sono disponibili meno soldi del solito, ma il prezzo aumenta comunque.