Bollo auto 2016: esenzione, mancato pagamento e prescrizione

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Il bollo auto rappresenta una delle tasse più contestate nel settore automobilistico e il suo pagamento è da anni oggetto di diatribe e continue discussioni, anche da parte delle forze politiche, le quali puntualmente propongono la sua abolizione ma, nonostante il susseguirsi dei governi, il bollo rimane, di fatto, ancora in vigore. Di conseguenza appare evidente il malcontento dei cittadini quando si tratta di doverlo pagare. Tuttavia, esistono casi in cui si può essere esonerati, in quanto è presente una precisa normativa che riguarda anche i tempi e le modalità di pagamento e la relativa prescrizione in caso di contestazioni.

Considerato che le date di scadenza del bollo dipendono dalla regione e dalla data di immatricolazione della macchina, è bene sapere che se ci si dovesse dimenticare di versare la tassa, si andrà soggetti a una maggiorazione del 30% dovuta alle sanzioni di mora e di interessi maturati. Tuttavia, se il pagamento viene effettuato entro i 12 mesi di scadenza dello stesso, è possibile usufruire del ravvedimento operoso, andando incontro a sanzioni molto ridotte.

Per quanto riguarda l’esenzione, invece, esiste una certa categoria di veicoli che non sono soggetti al pagamento del bollo. Per esempio, ne sono del tutto esenti i veicoli elettrici a zero emissioni, come anche quelli destinati al trasporto dei disabili e le auto di vecchia immatricolazione che rispettano determinati requisiti. Categoria a parte sono le auto alimentate a gas, che in base alla regione di appartenenza, sono soggette a esenzioni parziali o complete. Conoscendo la normativa in modo approfondito, appare evidente quanto sia importante fare attenzione perché essendoci un regolamento strettamente regionale, un’auto che risulta essere esente in una specifica regione non è detto che lo sia anche altrove.

Riguardo invece la prescrizione per mancato pagamento, essa dipende dal tempo che è intercorso dalla scadenza della tassa alla contestazione: se nell’arco dei successivi tre anni dalla scadenza non si è avuta alcuna comunicazione da parte degli organi competenti, il contribuente non dovrà versare nulla. Questa regola vale anche se viene notificato nei giusti tempi un avviso di accertamento, il quale però non viene seguito da uno specifico atto interruttivo. Quest’ultimo deve decorrere a partire dal 61esimo giorno della notifica e fino a un massimo di tre anni, terminati i quali, il mancato pagamento va in prescrizione anche se il credito fosse stato già stato scritto a ruolo.

É giusto che queste semplici normative si conoscano in modo da affrontare eventuali more con maggiore consapevolezza e per essere anche a conoscenza di eventuali casi in cui è possibile usufruire di una esenzione, in modo da non incorrere in errori che alleggeriscono ulteriormente le tasche dei contribuenti e non intasano la già lenta burocrazia italiana con richieste di rimborso. In questo modo, informandosi meglio sui regolamenti regionali, si potrà procedere ai pagamenti in maniera regolare e serena.

Il Team di BreakNotizie