Auto elettriche, il mercato non decolla: il paradosso dell’eccessiva dipendenza dai combustibili fossili

Auto elettriche, il mercato non decolla: il paradosso dell’eccessiva dipendenza dai combustibili fossili

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Da tempo si invoca lo switch-off del mercato verso la produzione di auto elettriche, ma secondo delle stime non basterebbe la sola “energia verde” e si dovrebbe ricorrere ancora ai combustibili tradizionali.


Vetture dal motore elettrico che, tuttavia, dipenderanno dai combustibili fossili, il cui disastroso impatto ambientale è stato ampiamente documentato: è questa la contraddizione che si prospetta in futuro per il mercato delle quattro ruote, a dispetto di quanti oggi invochino uno switch-off totale, passando dalle automobili a combustione interna (alimentate a petrolio) a quelle elettriche. Infatti, stando ad alcune recenti proiezioni, per produrre l’elettricità sufficiente ad alimentarle tutte sarebbero necessarie ancora le fonti energetiche tradizionali e non rinnovabili.

NON BASTA LA “GREEN ENERGY” – I dati resi noti nell’ultimo periodo potrebbero far felici, per paradosso, proprio le multinazionali del petrolio e rallentare ulteriormente un settore che da anni, nonostante le previsioni, stenta a decollare: le stime presentate dagli analisti della Seeking Alpha in merito alla sostenibilità di un mercato costituito da sole auto elettriche spiegano che non basterebbero le fonti di “green energy” e che sarebbe necessario utilizzare ancora il carbone e i gas naturali (gli idrocarburi o combustibili fossili) per produrre l’energia sufficiente ad alimentarle. Come è possibile uscire da questa “impasse” e fugare i dubbi dei più scettici? Le stime di Seeking Alpha, società specializzata in analisi finanziarie e ricerche di marketing, provano a rispondere a questa domanda.

LE PROIEZIONI DI SEEKING ALPHA – Seeking Alpha ha preso come mercato di riferimento quello a stelle e strisce, immaginando cosa accadrebbe se circolassero solo automobili “green”: in sintesi, la fornitura di elettricità non soddisferebbe la domanda, senza contare che attualmente i due terzi dell’elettricità prodotta negli USA vengono proprio da stabilimenti che utilizzano idrocarburi. Il rapporto afferma anche che servirebbe 1 TWh (un TeraWatt all’ora, ovvero 1000 miliardi di Watt) per far funzionare le batterie di 20 milioni di “electric vehicles (EV)”. Cifre che impressionano e non sarebbero sostenibili nel medio-breve termine: inoltre, entro il 2035 circoleranno nel resto del mondo 2 miliardi di auto, complice anche il “boom” registrato nei vari Paesi del BRICS. Seeking Alpha precisa però che difficilmente gli EV si diffonderanno al di fuori del mondo occidentale(o, secondo alcuni, anche solo delle metropoli), permettendo di rivedere al ribasso alcune delle stime.

LE POSSIBILI SOLUZIONI – Insomma, le criticità paiono essere il continuo ricorso ai combustibili fossili e l’insufficienza delle reti elettriche. Ad esempio, anche nel Regno Unito aumentano i dubbi sulla possibilità di rendere sostenibile una ecomobilità basata sui motori a batteria, dato che National Grid (la compagnia che gestisce la fornitura di elettricità e gas) prevede una crescita dei consumi del 30% se aumenteranno gli EV in circolazione: come si evince, si tratta di tematiche che non riguarderebbero più solo il settore automobilistico, ma l’intera politica energetica britannica. Per ovviare a questi problemi ci sono comunque delle soluzioni al vaglio degli esperti: si va dall’adozione di cicli energetici integrati per le auto e le abitazioni (come proposto da Tesla Motors) fino all’installazione di pannelli solari sul tetto delle vetture, a patto che i costi siano contenuti e non rendano gli EV un settore di élite.

Il Team di Breaknotzie

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