Australia: ecco perché il Governo non vuole i gatti selvatici

907

Le polemiche in merito alla decisione presa dal Governo australiano non accennano a placarsi. Ma quale è la causa di tutto questo clamore mediatico?

Qualche settimana fa, in Australia è stato sancito il fatto che, nei prossimi anni, dovranno essere soppressi circa due milioni di gatti selvatici. Tale drastica decisione pare essere stata presa a causa di una presunta pericolosità di tali animali che potrebbero mettere a repentaglio la sopravvivenza di alcune specie. Ovviamente, di fronte a questa decisione l’opinione pubblica si è spaccata a metà. Da una parte, infatti, c’è chi è d’accordo con le misure governative nell’ottica di una difesa della biodiversità ad ogni costo. Dall’altra, invece, ci sono coloro che ritengono tale iniziativa decisamente crudele. A quest’ultimo gruppo di cittadini appartengono anche nomi illustri del calibro di Morrissey e Brigitte Bardot. Le autorità australiane, però, non hanno tardato a rendere pubblica la propria versione dei fatti asserendo che i gatti selvatici sembrano essere i maggiori responsabili dell’estinzione di alcune specie animali.

Stando ai dati ufficiali, pare che proprio i gatti abbiano favorito una drastica riduzione degli esemplari di più di cento specie e che sia da attribuire a loro anche la colpa dell’estinzione di ben ventisette specie negli ultimi due secoli. L’Australian Department of the Enviroment non ha dubbi: i gatti selvatici rappresentano una concreta minaccia per tutti i mammiferi e gli uccelli dell’Australia. Addirittura, pare che tali animali siano più pericolosi delle volpi e del mutamento stesso degli habitat naturali. Per tale ragione, la scorsa estate, il Ministero dell’ambiente australiano ha dichiarato che è necessario ridurre drasticamente il numero dei gatti selvatici entro e non oltre il 2020. Come anticipato, dunque, si tratterebbe di una vera e propria strage: i felini da eliminare sarebbero circa due milioni e c’è già chi è pronto a dare battaglia per difendere ad ogni costo i diritti dei felini.

Nonostante le informazioni fornite dalle autorità competenti, la polemica non sembra affievolirsi. Pur essendo necessario proteggere le specie a rischio estinzione, infatti, l’idea di sopprimere due milioni di gatti selvatici sembra essere eccessiva oltre che fuori luogo. Non sono in pochi, pertanto, a chiedere che il Governo individui una strategia alternativa per salvaguardare la biodiversità. Tra le proposte vi è, ad esempio, quella di sterilizzare tutti i gatti selvatici presenti nel continente australiano in modo tale da impedirgli di riprodursi. In questo modo, infatti, il loro numero, alla lunga, diminuirebbe notevolmente senza ricorrere a misure drastiche. Purtroppo, però, tale iniziativa presenterebbe non poche difficoltà tra cui, ad esempio, la palese impossibilità di sterilizzare un numero così alto di esemplari. Inoltre, i costi sarebbero ingenti e difficili da sostenere. In buona sostanza, pertanto, all’orizzonte non sembra esserci una soluzione e la vita di due milioni di gatti, almeno per adesso, è appesa ad un filo molto sottile che, da un momento all’altro, potrebbe spezzarsi. Ma chi avrà la meglio? Il Governo con la sua campagna a favore della biodiversità o gli animalisti che ritengono che uccidere due milioni di gatti selvatici sia una decisione eticamente inaccettabile?

Il team di BreakNotizie