7 stranezze del regno animale che sembrano errori ma sono superpoteri

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[Foto di Elena Murzyn/Mercury Press]

In Natura niente è lasciato al caso: anche le caratteristiche più strane degli animali possono rivelarsi in realtà degli straordinari trucchi evolutivi! Vediamo le più curiose.

Non smetteremo mai di stupirci delle meraviglie che la Natura ci offre ogni giorno. Anche delle particolarità del regno animale che a prima vista possono sembrare buffe, strane o mostruose in realtà hanno un loro scopo preciso e sono un vero e proprio superpotere. Madre Natura non lascia nulla al caso! Vediamo insieme 7 particolarità animali che sono in realtà dei colpi di genio.

I colori e le strisce della tigre

Tutti conosciamo il maestoso manto della tigre, con le sue caratteristiche strisce nere. Dei colori decisamente sgargianti per mimetizzarsi in mezzo alla foresta, apparentemente. In realtà c’è un motivo specifico se uno dei più grandi predatori terrestri sfoggia una pelliccia di questo tipo: molte delle sue prede, come ad esempio il cervo, vedono soltanto i colori blu e verde e non percepiscono in maniera corretta le sfumature che vanno dal rosso al giallo. Questo perché i loro occhi sono privi del cono “rosso” sensibile a questi colori. Ciò significa che una tigre, agli occhi delle sue prede, è capace di mimetizzarsi perfettamente nel suo habitat perché non sono capaci di distinguere rosso, arancione o giallo dal verde. Un camouflage perfetto.

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Photo by Joshua Lee on Unsplash

Il becco dell’ornitorinco

L’ornitorinco è sicuramente una delle creature più curiose della Terra: ha un becco che ricorda un’anatra ma è provvisto di pelliccia, ha zampette palmate, una coda piatta come quella dei castori e come se non bastasse è un mammifero ma…fa le uova! Com’è possibile che un animale così particolare sia riuscito a sopravvivere nei secoli? Il segreto sta proprio nel becco, che lo rende un ottimo predatore acquatico: è capace di rilevare i campi elettrici generati da ogni piccolo movimento delle sue prede. Le pieghe cutanee che rivestono occhi e orecchie e la chiusura ermetica delle narici permettono inoltre una perfetta immersione e protezione dall’acqua.

[Foto di @shotbyrobphotography da hotbyrob.com.au]

Cresta e bargigli di galli e tacchini

I bargigli sono delle particolari pieghe cutanee di colore rosso situate sotto il becco di alcuni gallinacei, in genere più sviluppate negli esemplari maschi. Non tutti sanno che queste curiose appendici, insieme alle creste, giocano un ruolo fondamentale nella termoregolazione. Essendo sprovvisti di ghiandole sudoripare per dissipare il calore eccessivo, il sangue passa attraverso bargigli e cresta, che essendo più esposti all’aria, riescono ad abbassare la temperatura sanguigna. Non è un caso, infatti, se nelle razze mediterranee creste e bargigli sono molto più grandi e spessi. Inoltre, basandosi sul colore di queste pieghe, i maschi riescono a capire se le femmine sono pronte per l’accoppiamento.

Photo by Michael Anfang on Unsplash

Le strisce della zebra

Non il mantello più adatto per mascherarsi nella savana, penseranno in molti. Eppure esistono diversi buoni motivi per cui le zebre hanno le strisce: secondo alcune teorie aiuterebbero l’animale a regolare la temperatura corporea, riflettendo la luce del sole e dissipando circa il 70% del calore. Non solo, le strisce delle zebre in branco creerebbero una sorta di illusione ottica che confonde i predatori. Secondo gli ultimi studi, inoltre, le strisce fornirebbero una sorta di protezione dagli insetti. Per i tafani sarebbe più difficile “atterrare” sopra ad una zebra, poiché il mantello a strisce interferisce con il sistema visuale di questi insetti, confondendolo. Di conseguenza non riescono a individuare un punto di atterraggio e regolare una velocità adeguata per farlo. Niente atterraggi, niente punture. Geniale, no?

Photo by Jeff Griffith on Unsplash

Il naso della Saiga russa

A causa del suo naso particolare e un po’ buffo, queste antilopi appaiono diverse rispetto alle altre, eppure è proprio grazie a questa peculiarità che riescono a sopravvivere. L’insolita struttura nasale, che ricorda un po’ una proboscide, è in realtà un efficiente organo utile a riscaldare l’aria durante l’inverno e a filtrare la polvere della steppa in estate. Un fantastico climatizzatore a portata di… naso!

[Foto di UNDP Eurasia da Flickr]

Il triste pesce blob

Il Psychrolutes marcidus, noto ai più come “pesce blob”, è una creatura degli abissi dall’aspetto particolare, che lo fa sembrare sempre imbronciato. In realtà questo è l’aspetto che il pesce assume fuori dal suo ambiente naturale: a causa dell’inaccessibilità del suo habitat è stato studiato e fotografato raramente in natura. Il suo aspetto nelle profondità marine è in realtà simile a quello di un normale pesce osseo (vedi qui). La particolare conformazione del corpo simile a gelatina e la quasi assenza di muscoli gli permette di sopravvivere alle alte pressioni. Le deformità rilevate in alcuni esemplari pescati non sono altro che traumi da decompressione.

[Foto di Grufnik su Flickr]

Il muso del pesce sega

Il particolare rostro del pesce sega serve come attrezzo per “rastrellare” la sabbia alla ricerca di cibo, estrarre molluschi, marchiare il proprio territorio ma anche a guisa di arma per catturare, colpire e stordire le sue prede. Proprio come succede con l’ornitorinco, le piccole appendici sul lungo muso sono ricoperte da recettori capaci di rilevare i campi magnetici emessi dagli altri animali nelle vicinanze e individuare quindi possibili prede.

Photo by David Clode on Unsplash

Il Team di BreakNotizie

 

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