Il clima cambia e l’allergia arriva in anticipo

576
allergia-arriva-in-anticipo

Le temperature invernali più miti rispetto al passato creano una sorta di primavera anticipata che favorisce il rilascio di pollini e allergeni. Ecco un altro effetto negativo dei cambiamenti climatici.

La primavera è, notoriamente, croce e delizia di ogni persona che soffra di qualche allergia. Infatti con l’arrivo della bella stagione si scatenano raffreddori da fieno, irritazioni e starnuti a non finire. Se però fino a qualche anno fa si poteva avere una qualche certezza riguardo alla stagione più colpita da questi fenomeni, adesso con il mutare delle condizioni climatiche anche le allergie subiranno delle modifiche rilevanti.

Gli effetti dei cambiamenti climatici sugli allergeni

La questione del cambiamento del clima è fondamentale sotto più punti di vista. Essa comporta degli stravolgimenti che si ripercuotono direttamente sulle temperature terrestri, sulla flora e sulla fauna, ed anche sulla qualità della nostra vita in modo diretto ed indiretto. Inverni sempre più corti, più caldi e meno piovosi e nevosi: queste sono state le caratteristiche delle stagioni fredde degli ultimi anni. Caratteristiche che preoccupano meteorologi e studiosi del clima e dell’ecosistema, ma che dovrebbero preoccupare anche noi. Le allergie si manifestano in anticipo a causa degli sbalzi climatici e degli estremi mutamenti qualitativi dei nostri inverni. E così, fra estati piovose e fredde ed inverni secchi, diventa sempre più difficile prevedere quali saranno i prossimi sviluppi.

allergia-arriva-in-anticipo

Un’eterna primavera

Il clima sempre più caldo e primaverile nonostante siamo nella stagione invernale ha provocato il “risveglio” di diversi alberi come noccioli, ontani, cipressi e tassi, i quali in conseguenza alla stimolazione climatica stanno rilasciando nell’aria pollini, praticamente con due mesi abbondanti di anticipo rispetto alla media primaverile.
Le conseguenze sono proprio lo scatenarsi delle reazioni allergiche: occhi rossi, pruriti, starnuti e raffreddori cronici sono all’ordine del giorno a gennaio e febbraio. Questi sono i risultati di un’impollinazione giunta con troppo anticipo, ovviamente a causa di un clima troppo caldo e secco per la stagione invernale. Quando finisce l’inverno, normalmente, cipressi e noccioli impollinano, seguiti dalle graminacee. I mesi invernali dalle temperature troppo alte, però, hanno stimolato l’impollinazione in anticipo, dando inizio (ed allungando) la stagione delle allergie primaverili.

allergia-arriva-in-anticipo

Aumentano i casi di persone allergiche

I risultati di questa situazione non consistono solamente in un allungamento del periodo delle allergie, ma anche una preoccupante poli-sensibilizzazione, vale a dire che sempre più persone sono allergiche e fra di loro l’80% lo è nei confronti di più di una pianta. La presenza di pollini diffusi può scatenare le reazioni nelle persone sensibili per un periodo davvero lunghissimo, più o meno da febbraio e settembre. L’accorciamento della stagione invernale sembra portare inevitabilmente a conseguenze negative non solamente per l’ecosistema, ma anche per la salute. I risultati sono riniti, congiuntiviti, problematiche inerenti all’apparato respiratorio, tosse e spasmi ai bronchi.
Una situazione davvero drammatica se si prevede, come è plausibile, che in futuro la condizione climatica del nostro pianeta non potrà fare altro che peggiorare, a causa dei gas serra e del crescente inquinamento.

Il Team di BreakNotizie

Leggi anche:

Curare l’Allergia ai pollini e graminacee eliminando questi cibi

È tornata la Primavera: curiosità, misteri e tradizioni sull’Equinozio