Allarme Legambiente: le cave abbandonate ci costano 500 milioni di euro all’anno

Allarme Legambiente: le cave abbandonate ci costano 500 milioni di euro all’anno

- in Ambiente, Italia
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Fonte immagine: http://www.centrometeoitaliano.it/scienza-e-tecnologia/cave-italia-migliaia-buche-abbandonate-tutto-paese-18-05-2014-14394/

Secondo le stime fornite da Legambiente, ogni anno perdiamo oltre mezzo miliardo di euro a causa delle cave abbandonate, che in Italia sono più di 14 mila

Le cave abbandonate in Italia sono oltre 14 mila, quasi il triplo di quelle attive – circa 5 mila – che fruttano ogni anno poco più di 30 milioni di euro: se il nostro Paese si adeguasse agli standard della Gran Bretagna, il gettito per le regioni proveniente dalle cave sarebbe di mezzo miliardo di euro superiore, dato che potrebbero far incassare oltre 540 milioni di euro. Un altro esempio degli sprechi a cui ormai ci ha abituati lo Stato, incapace di ottimizzare le risorse di cui dispone.

La crisi che ha portato all’abbandono delle cave è cominciata quasi dieci anni fa, nel 2008, in parallelo con la contrazione che ha colpito il mercato dell’edilizia; si sono ridotti i consumi di sabbia e ghiaia, ma nel frattempo c’è stato un incremento, in costante crescita da sei anni a questa parte, della richiesta di materiali di pregio, primi fra tutti le pietre ornamentali e i marmi. Il merito va soprattutto all’export, con numerose richieste da Emirati Arabi e Stati Uniti, che ha permesso alle esportazioni di superare i 2 miliardi di euro

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Il metodo estrattivo adoperato nel nostro Paese, però, si rivela meno remunerativo di quanto potrebbe e soprattutto dannoso per l’ambiente ed il paesaggio: eccessivamente rumoroso, produce troppi rifiuti e polvere e inquina le falde acquifere. Nella gran parte delle Regioni, come ad esempio la Sardegna, le società che si occupano delle estrazioni non pagano nulla allo Stato, oppure solo delle cifre simboliche.

In Gran Bretagna il canone per chi vuole estrarre dal suolo materiale da utilizzare è del 20%; il sistema britannico è decisamente più efficiente non solo perché garantisce entrate maggiori nelle casse dello Stato, ma anche perché stimola l’innovazione ed il riutilizzo di materiali secondo quelli che sono i dettami dell’economia circolare, ottimizzando i processi e di conseguenza riducendo gli sprechi. Da noi, invece, il danno economico è pari o superiore a quello ambientale, a causa degli scempi generati da un’attività estrattiva condotta senza rispetto per l’ambiente, comportando così ulteriori costi per rimediare ai danni di interventi scriteriati e, molto spesso, persino abusivi.

 

Il team di BreakNotizie

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