Allarme Istat: sono più di 1 milione i bambini italiani in assoluta povertà

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Nell’immaginario collettivo, quando si parla di bambini che vivono in condizioni di totale privazione spesso si è portati a pensare ad una realtà lontana dal nostro Paese dove effettivamente tanti minori hanno la fortuna di vivere nel benessere.


Tuttavia nell’ultimo decennio, complice la crisi economica che ha investito l’Italia e tutta l’eurozona, il potere d’acquisto si è notevolmente ridotto spingendo migliaia di nuclei familiari sempre più sulla soglia della povertà.
I primi a risentire di questo lungo periodo segnato da una congiuntura economica sfavorevole senza precedenti, sono state le cosidette fasce deboli come anziani e soprattutto bambini.
Una recente inchiesta Istat, effettuata proprio per verificare il numero dei minori privi di ogni bene, ha confermato che, nonostante i timidi cenni di ripresa, in Italia il fenomeno è in ancora in ascesa.
Infatti, stando agli ultimi dati diffusi dall’Istituto di ricerca, nel Belpaese i bambini che vivono in stato di totale indigenza hanno superato il milione di unità, assestandosi a 1.045.000 confermando il trend negativo degli ultimi 7 anni.

Per capire l’escalation della percentuale che in quest’ultimo rilevamento ha raggiunto l’ 8,7% basti pensare che solo 3 anni fa era circa la metà (4,4%) e il dato si è addirittura triplicato rispetto al 2008 quando si registrò il 2,8%.
Un incremento grave quanto significativo che deve far riflettere e merita di essere analizzato perché numeri simili non sono accettabili in un Paese civile come l’Italia, noto per essere uno dei 15 Stati più ricchi del Vecchio Continente.
Certamente la mancanza di adeguate politiche di supporto e i tagli del welfare sono tra le principali concause che hanno generato il progressivo depauperamento delle famiglie, soprattutto quelle con più di 3 figli a carico (18,6% del totale).
Dati alla mano, la fascia di età che conta il maggior numero di bambini in miseria è quella tra i 7 e i 13 anni (407.000) seguita dagli adolescenti tra i 14 e 17 anni (291.000) e dai più piccoli compresi tra 0 e 3 anni e tra i 4 e 6 anni (rispettivamente 193.000 e 155.000).
Geograficamente i bambini più poveri vivono nei grandi centri urbani del Nord Italia, ma l’incidenza è più alta nelle regioni del Sud.
Nel 37,3% dei casi la provenienza riguarda minori figli di “entrambi genitori stranieri” e del 19,8% di “genitori misti” per un totale pari al 57,1%, altro dato interessante che evidenzia, in tutta la sua drammaticità, la diffcoltà legata all’integrazione degli immigrati nel nostro Paese.

Ovviamente la gravità dell’inchiesta sta nel dato complessivo e il suo studio deve servire solo per la realizzazione di un piano strutturale a favore e a tutela dei bambini e delle loro famiglie.
Nel momento in cui l‘Istat ha ufficializzato e diffuso il Report 2014 diverse Associazioni ed Organizzazioni che si occupano di difendere la vita e i diritti dei minori a livello mondiale, hanno espresso grande preoccupazione invitando le Autorità ad intervenire in maniera urgente con provvedimenti ed investimenti mirati, utili a sostenere i nuclei che versano in condizioni di maggiore precarietà.
In questa direzione si è mossa l’Unicef che, auspicando la controtendenza dei dati emersi, ha invitato l’Italia ad effettuare scelte politiche più incisive.
Anche Save the Children ha affermato che l’unico modo per aiutare i bambini italiani ai margini della società e completamente esclusi dalla collettività, è la rapida attuazione di strategie ed aiuti concreti finalizzati a contrastare l’impoverimento alimentare e materiale di quelli che oggi sono bambini, ma che ben presto saranno i giovani del futuro.

Il team di BreakNotizie