Al Te Deum Papa Francesco prega per i giovani

Al Te Deum Papa Francesco prega per i giovani

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Il pensiero del Pontefice, nel corso delle celebrazioni per l’ultimo giorno dell’anno, è stato rivolto esclusivamente alle nuove generazioni.

Papa Francesco, al Te Deum dell’ultimo giorno dell’anno, ha parlato di giovani, di lavoro e di dignità. Un discorso pieno di rabbia e di malinconia, il suo, che alle nuove generazioni ha dedicato parole e pensieri sin dal momento in cui è stato nominato Pontefice, il 13 marzo del 2013. Tra un inno e l’altro, dall’altare della Basilica Vaticana della Capitale ha osservato che i giovani, oggi, non hanno uno spazio di reale inserimento, intendendo che gli stessi sarebbero stati in un certo senso emarginati dalla vita pubblica e costretti ad andar via dal proprio Paese per mendicare lavori senza prospettiva. Il fatto che non abbiano certezze per quanto riguarda il loro futuro sembra spaventare molto Papa Francesco, che nel corso della celebrazione ha puntato il dito contro quanti hanno speculato sui sogni delle nuove generazioni, ingannandoli con occupazioni che non hanno consentito loro di ritagliarsi un ruolo da protagonisti nell’ambito della società moderna. Ma che li rendono, semmai, spettatori passivi, ruolo che mal si addice alla dinamicità di un uomo o di una donna che si affaccia all’età adulta.

Invitando i presenti, ma anche gli assenti, ad assumersi le proprie responsabilità, ha lanciato l’invito ad aiutare concretamente i giovani, affinché possano trovare il loro posto nel mondo e dare un contributo fattivo, come vorrebbero, ad esso. È dovere di tutti, sempre secondo Papa Francesco, spalancare loro le porte del futuro e salvarli da un destino fatto di “no”, di contentini e di delusioni. Ma qui, nella loro terra, nel posto in cui sono nati, e non altrove. È nella patria che ha dato loro i natali, per il Pontefice, che dovrebbero avere la possibilità di costruire il loro domani e di cercare e trovare, finalmente, un lavoro dignitoso, creativo e, soprattutto, libero.

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A margine del suo bellissimo discorso ha poi invitato i presenti a pregare davanti al presepe allestito all’interno della Basilica Vaticana di Roma. “Guardarlo – ha sottolineato – ci sfida ad aiutare i nostri giovani perché non si lascino disilludere davanti alle nostre immaturità, e stimolarli affinché siano capaci di sognare e di lottare per i loro sogni”. Infine, cambiando discorso, ha volto lo sguardo all’anno che si è appena concluso, per ricordare ai fedeli che Dio c’è sempre e che si può sperare nella grazia e nella benedizione in ogni momento, senza mai darsi per vinti. E poi, prima di congedarsi, ha guardato ancora una volta lo splendido presepe, simbolo di pace e di rinascita, esortando chi gli era accanto a ritagliarsi un posto nella storia senza mai lamentarsi o, peggio, amareggiarsi. Perché nulla, a suo dire, dovrebbe avere il potere di scoraggiare l’uomo. Uscito dalla Basilica, Papa Francesco ha sostato per qualche minuto al centro di piazza San Pietro, pregando insieme alla folla di fedeli che si era riversata al Vaticano nell’ultimo giorno dell’anno.

 

 

 

Il team di BreakNotizie

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