Aiuti umanitari da Russia, Cuba e Cina al Venezuela: Trump non ci sta

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Ben 933 tonnellate di generi alimentari e farmaci sono arrivati da Cuba, Cina e Russia in aiuto al Venezuela; Maduro tenta di aggirare le pesanti sanzioni USA.

Lo scorso 14 febbraio un carico di beni di prima necessità fra farmaci e generi alimentari sono arrivati in Venezuela. Provenienza: Russia, Cina e Cuba. Il Presidente Nicolás Maduro, durante una dichiarazione pubblica nello stato del Bolivar, ha sottolineato che si tratta di aiuti “pagati con il nostro denaro, perché non siamo i mendicanti di nessuno”.  Gli aiuti umanitari provenienti dagli Usa, bloccati a Cucuta, alla frontiera con la Colombia, a detta del premier sarebbero una mera scusa per fomentare un colpo di Stato. Sarebbero stati, infatti, gli stessi Stati Uniti a congelare i fondi finanziari del Venezuela, 30 mila milioni di dollari, per l’acquisto di beni alimentari e medicine; inoltre, secondo Maduro starebbero offrendo all’opposizione di ultra destra 20 milioni di dollari di alimenti “contaminati e scaduti”.

Aggirare le sanzioni USA

Maduro ha assicurato, inoltre, che il suo Paese è in costante contatto con l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’acquisto di alimenti e medicine; ad essa ha richiesto assistenza speciale per poter “aggirare” le pesanti sanzioni USA, in modo da poter provvedere ai bisogni della popolazione venezuelana. L’assistenza tecnica umanitaria è stata richiesta dal Governo di Caracas all’ONU, sebbene Washington stia facendo resistenza affinché non venga concessa. Maduro ha anche affermato che se gli verrà concesso di acquistare i beni di cui il Venezuela necessita, sarà possibile alleviare la crisi che sta colpendo la popolazione.

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Promuovere un dialogo fra le parti per superare la crisi

Da quando il leader dell’opposizione Juan Guaidò si è autoproclamato presidente del Venezuela ad interim, è iniziata una nuova crisi politica nel Paese. Gli Usa, da allora, fanno continua pressione per far entrare un carico di aiuti umanitari dalla frontiera con la Colombia. Tuttavia, il governo di Maduro si è sempre opposto e non ne ha permesso l’entrata.

Il Presidente ha fatto presente di essere disponibile ad intavolare dei negoziati con l’opposizione ed attende la convocazione al dialogo secondo gli accordi del gruppo internazionale di contatto (Gic) di Montevideo, promosso dall’Unione Europea. Istituito lo scorso 31 gennaio, il Gic riunisce otto Stati membri dell’UE (Italia, Germania, Francia, Spagna, Portogallo, Regno Unito e Svezia) e alcuni Paesi dell’America Latina (Messico, Uruguay, Ecuador, Bolivia e Costa Rica). L’obiettivo del Gic di Montevideo è quello di promuovere l’intesa e il dialogo fra governo e opposizione venezuelani; questo per trovare una possibile soluzione ai problemi senza mettere in campo condizioni previe.

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Juan Guaidò

L’accusa di Maduro agli Stati Uniti

Anche secondo Maduro l’unico modo per risolvere la crisi è il rispetto e il dialogo fra entrambe le parti. Durante il suo discorso, ha puntato il dito contro gli Stati Uniti, accusandoli di aver tentato un intervento militare armato. Il governo di Washington, come nel più classico dei copioni, vorrebbe imporre i propri interessi e prendere il controllo del Venezuela e delle sue risorse, sfruttando il malcontento dell’opposizione e fomentando l’odio. “Non gli permetteremo di entrare in Venezuela”, ha sottolineato Maduro. “Siamo pronti a difendere il Paese dall’invasione degli yankee”.

Il Team di BreakNotizie

 

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