Acqua di rubinetto gravemente contaminata dalla plastica: la rivelazione di uno studio statunitense

Acqua di rubinetto gravemente contaminata dalla plastica: la rivelazione di uno studio statunitense

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Uno studio rende noto come l’acqua potabile che sgorga dai rubinetti di casa sarebbe inquinata dall’alto tasso di microfibre di plastica in essa presente. Quali sono i rischi per la salute? E in Italia?


Un recente studio condotto da una organizzazione no profit di stanza a Washington, Orb Media, in collaborazione con gli atenei del Minnesota e di New York, ha reso noto uno scenario praticamente da incubo. In base ai risultati raccolti nel corso della ricerca, infatti, l’acqua potabile che sgorga dai rubinetti risulterebbe gravemente inquinata per la presenza di microfibre di plastica. Un problema che peraltro sarebbe comune a buona parte del globo, visto che i campioni di liquido sono stati prelevati in città disseminate in svariati Paesi, rendendo lo scenario ancora più inquietante.

La particolare classifica stilata da Orb Mediavede in testa gli Stati Uniti, che vantano tracce di plastica che vanno a superare il 94% nei campioni esaminati. I prelievi che hanno consegnato questo triste primato agli Usa sono stati fatti in una lunga serie di strutture tra cui il Palazzo che ospita il Congresso, la Trump Tower e la sede dell’Epa, ovvero l’ente preposto alla tutela dell’ambiente della federazione. Il podio è poi completato dal Libano, sempre con il 94%, e dall’India, che segue staccata all’82 per cento. Leggermente meglio andrebbe al vecchio continente, ove la percentuale di campioni positivi si attesterebbe al 72%, un risultato cui contribuirebbero in particolare Francia, Regno Unito e Germania.

Naturalmente la prima domanda che occorre porsi è quella relativa alla provenienza delle fibre incriminate, per ora rimasta inevasa, in quanto gli scienziati impegnati nei laboratori per cercare di capire le cause della gigantesca contaminazione si sono limitati ad abbozzare ipotesi da verificare. Il problema posto dalla presenza delle fibre di plastica è quello relativo al fatto che le stesse potrebbero aver agito alla stregua di un taxi per sostanze tossiche, le quali a loro volta potrebbero essere entrate nel nostro organismo non solo con l’acqua bevuta, ma anche con quella utilizzata al fine di depurare gli alimenti. Un problema che preoccupa non poco per le conseguenze che potrebbe avere sull’uomo, come ricordato da una ricercatrice della New York University, Sherri Mason. Anche se gli esperti cercano di non seminare panico, affermando la necessità di dare vita a studi più approfonditi, prima di avanzare la drammatica ipotesi di danni alla salute.

Microfibre di plastica al microscopio

Per quanto riguarda l’Italia, va rilevato come non faccia parte dell’elenco di nazioni in cui è stata condotta la ricerca. Per sapere il reale stato della nostra acqua è perciò necessario fare riferimento al prelievo di tre campioni d’acqua a Roma dalle fontane pubbliche di San Pietro, del Colosseo e di Piazza Navona. Le analisi condotte usando un metodo considerato più sofisticato rispetto a quello della Minnesota University, dall’Istituto di ricerca sulle acque (Irsa), hanno escluso la presenza di fibre in microplastica. Nonostante ciò, in base ad una statistica condotta da Istat, addirittura un terzo dei nostri connazionali esclude l’utilizzo di acqua di rubinetto, non fidandosi con tutta evidenza delle rassicurazioni che giungono da più parti, preferendo utilizzare bevande conservate in contenitori in plastica, anche questi non del tutto sicuri per la nostra salute.

Il Team di Breaknotizie

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