7,5 miliardi di euro in 16 anni: ecco quant’è costata all’Italia la guerra in Afghanistan

7,5 miliardi di euro in 16 anni: ecco quant’è costata all’Italia la guerra in Afghanistan

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Quella che era stata annunciata come una “guerra lampo” contro il terrorismo si è trasformata nella missione più lunga e costosa di sempre per il nostro Paese

In base ai dati del Milex, l’osservatorio sulle spese militari italiane, la partecipazione al conflitto in Afghanistan è costato al nostro Paese 7,5 miliardi di euro in 16 anni e senza produrre dei risultati incoraggianti. Il Paese, infatti, permane in condizioni disperate ed i talebani hanno ancora il controllo di numerose aree. Il conflitto, cominciato il 7 ottobre 2001 a poche settimane dall’attentato alle Twin Towers di New York, era stato presentato come una “guerra lampo contro il terrorismo” ma è divenuto poi nei fatti la missione più lunga ed onerosa della storia italiana. E non si è ancora conclusa.

A distanza di 16 anni, secondo alcuni dossier, la guerra sarebbe costata complessivamente 900 miliardi di dollari, circa 28 mila dollari per ogni cittadino afgano, che in media ha un reddito di 600 dollari annui. Il costo sostenuto dall’Italia, a detta di Milex, è di 6,3 miliardi di euro, ossia più di 1 milione di euro al giorno. Questo tenendo conto di tutte le missioni a partire da novembre 2001, da Enduring Freedom (sino al 2006), ISAF (sino al 2014) e Resolute Support, tutt’ora in corso.

A tale spesa occorre aggiungere anche l’esborso di 360 milioni elargiti a sostegno delle Forze armate afgane, pari a 120 milioni annui a partire dal 2015 e altri 900 milioni di spese aggiuntive che includono il trasporto mezzi, materiali e truppe da e per l’Italia, la costruzione di infrastrutture e basi militari, il supporto operativo della Task Force Air (Bahrein, Qatar ed Emirati Arabi) e degli ufficiali del Comando Centrale USA di Tampa, il supporto sanitario della Croce Rossa Italiana, la protezione delle basi e delle sedi diplomatiche e le CIMIC (attività umanitarie militari strumentali). Il costo arriva a superare i 7,5 miliardi a fronte dei 260 milioni investiti per iniziative di cooperazione civile.

Ed i costi in termini di vite? Le vittime afgane coinvolte nel conflitto sono state 140 mila, di cui ben 35 mila civili. I soldati occidentali deceduti in questa guerra sono stati 3500, 53 dei quali italiani. Fra i morti figurano anche i cooperanti (oltre 300) e i contractor (1700). Di fronte a questi dati agghiaccianti ci si domanda se in questi 16 anni il sacrifici economici, oltre che umani, sia effettivamente valso a qualcosa, se vi siano stati dei progressi importanti circa le condizioni del Paese. Come spiegato dal rapporto, invece, escluso un lieve calo del tasso di analfabetismo, dal 68% al 62%, e un minimo miglioramento delle condizioni femminili, per lo più nei grandi centri urbani, grazie al lavoro delle ONG e delle organizzazioni internazionali, l’Afghanistan si trova ancora in una situazione precaria.

È difatti il Paese col tasso di mortalità infantile più alto al mondo (113 decessi su 1000 nati entro il primo anno di vita) e fra le più basse aspettative di vita del globo (51 anni, al terzultimo posto dopo Ciad e Guinea Bissau). Inoltre si tratta di uno dei 22 Paesi più poveri del mondo, al 207esimo posto su 230. Il regime integralista islamico afgano che governa il Paese, fondato sulla Sharìa, risulta essere fra i più inefficienti al mondo: la corruzione è all’ordine del giorno, così come la repressione del dissenso tramite censura e tortura.

Il Team di Breaknotizie

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