Zucchero, breve storia del più amato bluesman italiano

Zucchero, breve storia del più amato bluesman italiano

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Adelmo Fornaciari, che tutti conoscono come Zucchero, è oggi uno degli esponenti più importanti del panorama musicale italiano ed internazionale.

Nato il 25 settembre di sessantadue anni fa in un piccolo paesino in provincia di Reggio Emilia, la sua prima, grande passione non è la musica, ma lo sport più amato dagli italiani, ovvero il calcio. Nonostante un percorso nelle giovanili della squadra di Reggio Emilia, la sua passione diviene presto la chitarra: tutto questo avviene grazie all’incontro con un afroamericano di stanza a Bologna e iscritto alla Facoltà di Veterinaria.
Quando il futuro Zucchero ha 13 anni, arriva il trasferimento a Forte dei Marmi, a causa del trasferimento del padre per motivi lavorativi. Qui Adelmo crea il suo primo gruppo e nel periodo dell’università è già in grado di raggiungere l’autonomia economica grazie alle serate nei locali. Quando ha 23 anni fonda un altro gruppo e comincia a cimentarsi anche nella stesura dei testi. Ed è proprio grazie ad un brano scritto per Michele Pecora, che ottiene un grandissimo riscontro di pubblico, che Zucchero scopre di poter fare anche l’autore di testi.

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Altro momento molto importante è il 1981, quando grazie a Gianni Ravera ottiene il primo contratto discografico e l’anno dopo è a Sanremo. A dire il vero la kermesse sanremese non gli ha mai dato troppe soddisfazioni, anche se “Donne”, brano presentato nell’edizione del 1985, risulta essere oggi tra le canzoni italiane più amate di sempre.
Due anni dopo aver firmato il suo primo contratto discografico, Zucchero vive due momenti importanti: il primo disco di inediti e la nascita della figlia Irene. Nel 1985, anno come detto della partecipazione a Sanremo, arriva in tutti i negozi “Zucchero & The Randy Jackson Band“: questo è il suo secondo disco ed è letteralmente il lavoro della consacrazione, quello che fa conoscere Zucchero in tutta Italia come ottimo rivisitatore del blues in salsa nostrana.

L’anno dopo arriva “Rispetto”, terzo disco dell’artista emiliano, che negli anni seguenti collabora con grandi artisti internazionali come ad esempio Paul Young, con cui ad inizio anni ’90 compone la cover in lingua inglese di “Senza una donna”, ancora oggi uno dei pezzi preferiti dai fan di Zucchero. A fine anni ’80, precisamente nel 1989, per Zucchero arriva un record incredibile: il suo “Oro, incenso e birra” riesce a divenire il disco più venduto in tutta la storia della musica nostrana.
A conferma della dimensione internazionale dell’artista e del suo peso al di fuori dei confini nazionali vi sono non soltanto le tantissime collaborazioni con colleghi stranieri, ma anche diverse partecipazioni ad eventi importanti, come ad esempio il “Freddy Mercury Tribute”, grande evento che ha avuto luogo nel 1992 per ricordare il cantante dei Queen.

Dopo anni in cui i suoi dischi sono stati permeati da uno stile riconoscibile, ecco che nel 2006 Zucchero stupisce tutti con un lavoro dal titolo “Fly” che si caratterizza per il fatto di essere una incursione in generi assai diversi da quelli da lui frequentati in tanti anni di carriera. Tuttavia la fase sperimentale si interrompe nel 2016 con il nuovo disco di inediti, intitolato “Black Cat”, che riporta l’artista a confermarsi, dopo più di trent’anni di carriera, come uno degli esponenti più importanti del panorama musicale a livello internazionale.

 

 

 

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