Yemen: i bombardamenti della Coalizione e le morti dei civili

Yemen: i bombardamenti della Coalizione e le morti dei civili

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Il piccolo Ahmed Alì, come molti altri suoi concittadini, è morto a causa di una guerra che sta irrimediabilmente flagellando il popolo yemenita.

Alcune schegge di una bomba sganciata poco lontano dalla sua casa hanno trafitto il cuore del bambino e sua madre al momento si trova in un ospedale ed è in gravi condizioni. Il padre di Ahmed ha appreso la notizia della morte di suo figlio per telefono e non ha potuto fare altro che prendere atto del fatto che la guerra nella quale è coinvolto lo Yemen si sta trasformando in una vera e propria strage degli innocenti.

Stando alle versioni ufficiali dei sauditi, pare che la guerra rappresenti l’unica soluzione per arginare gli Houti ma, in realtà, a pagarne le conseguenze sono inermi cittadini yemeniti che non hanno nessuna colpa se non quella di vivere e lavorare nella propria terra d’origine. Ahmed Alì non sapeva neanche cosa fosse una bomba né perché si stia combattendo questa assurda guerra di cui è rimasto vittima.

Questi sentimenti sono molto comuni tra i cittadini dello Yemen in cui, da circa 7 mesi, la Coalizione del Golfo sotto la guida dell’Arabia Saudita e degli Stati Uniti effettua bombardamenti. Il rumore costante degli aerei da guerra e quello delle esplosioni ormai è diventata un’abitudine per gli yemeniti che si sono arresi alla paura. La versione ufficiale parla di bombardamenti mirati che hanno come unico obiettivo quello di neutralizzare siti militari individuali grazie all’aiuto delle tecnologie messe a disposizione dagli USA. In buona sostanza, dunque, dovrebbero essere bombardate solo le postazioni dei ribelli che hanno il controllo sulla capitale dello Yemen e sono appoggiati dall’Iran.

La realtà, però, sembra essere molto diversa: il numero delle vittime civili cresce di giorno in giorno anche se qualcuno ipotizza che si tratti di semplici incidenti. Pare, infatti, che sbagliare non sia così raro e che il sacrificio dei civili inermi debba essere messo in conto. Il fatto è che è estremamente difficile pensare che a dover pagare le spese di un conflitto di tali dimensioni siano famiglie come quella di Ahmed Alì che non hanno alcuna responsabilità in un conflitto del quale è impossibile prevedere il futuro.

Una cosa è certa: i bombardamenti rischiano di compromettere il sostegno del popolo nei confronti della Coalizione e, pertanto, la situazione nel Paese ben presto potrebbe essere destinata a cambiare. La vita nello Yemen, infatti, è ogni giorno più complessa. Ogni mezzo di trasporto più grande di un’utilitaria viene considerato come un potenziale pericolo e viene incendiato ed il fischio delle bombe è ormai diventato un suono familiare. Paesaggi spettrali fanno, quindi, da cornice ad una guerra che sta mettendo a dura prova un popolo ormai ridotto allo stremo delle forze e destinato a dover convivere con una guerra che sembra non essere destinata a concludersi a breve.

Una cosa non è chiara: perché l’opinione pubblica si occupa solo marginalmente della questione yemenita? In Yemen, come in molti altri Paesi afflitti da sanguinosi conflitti, si sta consumando una tragedia umanitaria di cui sarebbe opportuno che il mondo fosse informato. Di sicuro, è necessario che la comunità internazionale prenda seri provvedimenti a riguardo e metta fine ad una guerra che, per il momento, più che placare la forza dei ribelli, ha ucciso un numero troppo elevato di civili.

Il team di BreakNotizie

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