Voucher: il referendum è fissato per il 28 maggio

Voucher: il referendum è fissato per il 28 maggio

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Fonte immagine: http://www.unita.tv/focus/voucher-e-appalti-ecco-su-cosa-si-votera-al-prossimo-referendum/Fonte immagine: http://www.unita.tv/focus/voucher-e-appalti-ecco-su-cosa-si-votera-al-prossimo-referendum/

Gli italiani saranno di nuovo chiamati alle urne per votare sul referendum che riguarda i voucher. Ma sono davvero necessarie tutte queste consultazioni?

Sarà una primavera calda per gli elettori italiani, e in particolare per quelli che votano a sinistra: nel giro di poche settimane, infatti, molti cittadini saranno chiamati a votare per le primarie del Pd, per le elezioni amministrative in diversi comuni e per il referendum sui voucher, la cui data è stata fissata nella giornata di ieri; si voterà il 28 maggio e si tratta del 68esimo referendum abrogativo dalla nascita della Repubblica ad oggi.

Nati come strumenti per consentire ai cittadini di un popolo di esprimere il loro parere su questioni importanti e talvolta delicate, i referendum hanno cominciato a proliferare ed essere utilizzati con fin troppa faciloneria, con il risultato di far perdere loro importanza agli occhi di chi vota. Così si spiega perché molte delle consultazioni referendarie si rivelino un fallimento, la maggior parte delle volte pressoché inutili poiché non si raggiunge neppure il quorum

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Sarà lo stesso per il referendum sui voucher? Difficile fare previsioni ma i precedenti e la data scelta – 28 maggio, piena primavera in tutta Italia e ormai estate in tante aree del centro-sud italiano – lasciano immaginare un’affluenza tutt’altro che elevata. Molto dipenderà dalla campagna referendaria che accompagnerà la consultazione nei prossimi due mesi. Tuttavia alcune domande è lecito porsele: sono necessari referendum così frequenti, visti i dati sull’affluenza spesso impietosi? Certe decisioni non potrebbero prenderle il governo e i parlamentari, senza scaricarepilatescamente” la responsabilità sugli elettori?

Per evitare il mancato raggiungimento del quorum – necessario affinché i referendum abrogativi abbiano validità – sia la Cgil che diverse aree politiche stanno spingendo per un “election day”, ovvero accorpare in un’unica giornata le elezioni comunali (che coinvolgeranno un migliaio di comuni, fra cui Genova, Padova, Verona, Parma, Taranto e Palermo) e la consultazione referendaria. Sarebbe una decisione di buon senso, visto che due date diverse rappresenterebbero una spesa maggiore per le casse dello Stato, ma le istituzioni spesso non hanno brillato per buon senso. Inoltre, la legge che regolamenta i voucher potrebbe essere modificata nelle prossime settimane, rendendo quindi inutile il referendum (che potrebbe essere così cancellato) sulla loro abrogazione.

 

Il team di BreakNotizie

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