Volo Russo precipitato sul Sinai: le forze NATO dietro l’incidente aereo?

Volo Russo precipitato sul Sinai: le forze NATO dietro l’incidente aereo?

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In molti è sorto il dubbio che ci siano le forze NATO dietro l’incidente aereo che ha coinvolto l’aereo civile russo precipitato sul monte Sinai il 31 ottobre scorso. Per capire per quale motivo, infatti, è sufficiente ripercorrere passo dopo passo le varie tappe della vicenda che ha occupato le prime pagine dei quotidiani per settimane, ovvero l’intervento della Russia in Medio Oriente.

E’ un pomeriggio di fine settembre che inizia il tutto, quando il presidente russo Vladimir Putin interviene nella seduta delle Nazioni Unite. Nel suo discorso, Putin sferra un attacco ben poco velato alla politica di manipolazione degli stati arabi portata avanti da anni dagli USA, lasciando intendere, senza troppi giri di parole, che la Russia non permetterà che anche in Siria si concluda la guerra civile lasciando ad un fantoccio americano il governo del Paese, come già accaduto negli anni in situazioni analoghe in Libia o in Iraq, tanto per fare degli esempi.

Con parole dure, Putin dichiara che contro ISIS non viene fatto abbastanza, anzi, che il presidente della Siria Assad è stato lasciato da solo nella guerra allo Stato Islamico, il quale, puntualizza il presidente russo, è nato dopo l’invasione dell’Iraq del 2003 ad opera delle truppe statunitensi, e si sta espandendo a macchia d’olio.

Trapela chiaramente dalle parole di Putin che risulta ormai evidente a tutto il pianeta che lo Stato Islamico è in realtà armato e guidato proprio dai Paesi occidentali, che ipocritamente continuano a foraggiare i terroristi e ad armarli.

A due giorni di distanza, il governo russo risponde ad una esplicita richiesta di aiuto da parte della Siria e vota per l’intervento contro ISIS, di fatto il primo avvenuto su richiesta: le truppe degli altri Paesi occidentali presenti in loco, infatti, sono state inviate senza la presenza di una risoluzione ONU ad hoc e senza la richiesta esplicita dello stato guidato da Assad.

E iniziano subito le polemiche: una tra tante, la critica rivolta dagli USA alla Russia perché le truppe di Putin, bombardando lo Stato Islamico attaccherebbero anche i terroristi più moderati.

In questo clima in cui la Russia si è improvvisamente riproposta come super potenza nel panorama mondiale, quindi, è facile sospettare che l’aereo sia stato abbattuto con la complicità dei servizi segreti del Paese da sempre nemico di quello di Putin.

E il dubbio si rafforza se si pensa alle similitudini tra l’incidente che ha coinvolto il volo 7k9268 e quello che ha visto l’abbattimento del volo malaysiano MH17[11].

Anche in quel caso, come nella vicenda di fine ottobre, gli Stati Uniti d’America non vollero rendere pubbliche le registrazioni aeree delle torre di controllo che avevano osservato l’area in cui l’aereo era precipitato, così come le varie conversazioni tra le torri ed il velivolo, immediatamente secretate dal governo americano. Inoltre, tutti i giornali che fanno riferimento al Pentagono hanno cominciato una campagna di denigrazione della Russia, rendendola responsabile dell’incidente di fronte all’opinione pubblica.

Per non parlare del fatto che in entrambi i casi i siti curati dalle principali agenzie statunitensi hanno pubblicato la versione ufficiale dei fatti, correlata di ogni tipo di informazione, tra cui le foto stesse del velivolo, a pochissime ore dall’incidente, cosa quanto mai strana se si pensa che in entrambi i casi si trattava di un banalissimo volo di linea.

Insomma, i dubbi sono molti: nel frattempo, però, in attesa di delucidazioni, i Russi si trovano a piangere i loro morti e a decidere in fretta quale sarà la loro prossima mossa nel freddo panorama della politica mondiale.

Il team di BreakNotizie

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