Violenze in sala parto, adesso parlano le ostetriche

Violenze in sala parto, adesso parlano le ostetriche

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E’ sempre più attuale la discussione sul tema delle violenze in sala parto e le ostetriche si difendono schierandosi dalla parte delle donne.

A seguito dei dati emersi dalla prima indagine nazionale sulla violenza ostetrica in Italia, realizzata da Ovo Italia in collaborazione con Doxa, effettuata su un campione di 5 milioni di partorienti e dopo le conseguenti polemiche che ne sono scaturite, finalmente le ostetriche fanno sentire la loro voce forte ed unanime.

La situazione negli ospedali in Italia
Le numerose denunce di trattamenti non sempre adeguati e la situazione in costante peggioramento all’interno delle strutture mediche del nostro Paese sono state portate alla luce di recente da Adriano Zaccagnini, deputato della Repubblica del Movimento Democratico e Progressista, e sono oggetto di continui post visibili a chiunque sui maggiori social network, scritti da neomamme che hanno vissuto in prima persona situazioni di disagio nel momento del travaglio e del parto. Spesso, infatti, le donne lamentano di aver sopportato comportamenti terrificanti conditi da dolori, manovre invasive, frasi poco cortesi, indifferenza, abbandono fino ad esperienze di parti cesarei che si potevano evitare ed anestesie epidurali fatte non proprio secondo il protocollo. Basta pensare che in Italia le ostetriche sono poco più di 17 mila, numero che vale al Bel Paese il diciassettesimo posto nella classifica europea, una situazione segnalata più volte anche dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

La realtà raccontata dalle ostetriche
E se da una parte Human Rights in Childbirth difende la posizione e i diritti delle donne incinte, dall’altra l’intera categoria delle ostetriche ha deciso di rispondere alle critiche e alle accuse che, se pure risultano fondate, non possono essere imputate direttamente al loro modo di lavorare. I tagli nel settore della sanità hanno via via ridotto all’osso gli organici con un conseguente calo del livello di qualità nel servizio offerto alle pazienti. Per dare un’idea del quadro generale, fino a qualche anno fa i grandi ospedali con sei sale parto potevano contare sul loro funzionamento a pieno ritmo grazie alla presenza costante di sei ostetriche. Oggi, la stessa struttura può disporre al massimo di tre ostetriche con il risultato che la stessa mole di lavoro viene svolta da meno personale che si trova a non aver tempo per i convenevoli e, comunque, deve svolgere tutto in tempi più rapidi. In definitiva, le ostetriche lamentano di dover combattere tutti i giorni contro la trasformazione del loro lavoro e di non poter più creare un rapporto privilegiato con le donne in travaglio, quando invece lo standard richiederebbe la dedizione di un’ostetrica per ogni gestante per poter interpretare lamenti, movimenti e dolori e per poter prendere le giuste decisioni anche nei momenti più concitati.

Il consiglio in più
È fondamentale che la donna arrivi preparata e consapevole al momento del ricovero. Risulta molto utile seguire i corsi di accompagnamento al parto e scegliere con attenzione la struttura dove far nascere il proprio figlio. Infatti, conoscere i servizi, i protocolli, avere fiducia nelle competenze delle ostetriche del reparto è la soluzione giusta per contrastare eventuali maltrattamenti che si possono subire.

Il Team di Breaknotizie

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