Veneto: escalation di furti. Colpa degli immigrati?

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Veneto in stato di emergenza e, questa volta, a fare paura è il pericolo immigrazione.

I cittadini percepiscono l’arrivo degli immigrati come una vera e propria invasione e pare che siano in continua crescita i furti ai danni dei residenti. A scatenare non poche polemiche, inoltre, è il fatto che gli immigrati sembrano non avere alcun tipo di preoccupazione di natura economica al contrario di quanto accade, invece, alla maggior parte delle famiglie italiane. Proprio il Veneto, infatti, è stata una delle regioni italiane ad aver dovuto fare i conti con una crisi che non ha intenzione di lasciare spazio alla ripresa.

Imprenditori, operai e dipendenti, dunque, si sentono ostaggi di un sistema di accoglienza che sembra voler tutelare più gli immigrati che i cittadini italiani. Ad aggravare la già complessa situazione vi è, poi, il timore della delinquenza. Nonostante i ripetuti appelli, i cittadini continuano a lamentare il perdurare dell’indifferenza da parte dell’amministrazione pubblica che, probabilmente, non può gestire in altro modo l’accoglienza dei migranti. L’opinione pubblica veneta, pertanto, si divide tra coloro che ritengono giusto dare accoglienza agli immigrati e chi, invece, considera profondamente scorretto il fatto che l’Europa obblighi l’Italia a dover sopportare il peso di tale migrazione di massa.

Proprio l’Europa, dunque, viene considerata come l’unica responsabile di un ulteriore impoverimento di quel Veneto che, fino a qualche anno fa, era la patria di numerose industrie e fabbriche. Già nel 2014 si parlava di immigrazione in Veneto e, facendo riferimento ad un’indagine statistica relativa a quel periodo, sembrerebbe quanto mai realistico stabilire un collegamento tra tale fenomeno ed una escalation vertiginosa degli atti di criminalità. Le statistiche, infatti, parlano di un incremento del 90% dei furti solo nel 2014. Ma è possibile riuscire a rintracciare un collegamento tra l’immigrazione, l’aumento della criminalità e l’impovermento della popolazione? Difficile a dirsi. Ciò che, però, risulta chiaro è che l’attuale crisi economica favorisce l’acutizzarsi di posizioni di netta chiusura da parte di alcuni cittadini che non intendono in alcun modo condividere la propria terra con chi è stato costretto a fuggire per salvarsi da guerre, carestie e persecuzioni di ogni genere.

Il problema, quindi, non è solo del Veneto ma, al contrario, coinvolge ogni regione d’Italia in una campagna di accoglienza che non ha eguali nel tempo. A destare molta preoccupazione nell’opinone pubblica vi è, poi, la posizione dell’Europa che pone non pochi ostacoli sul percorso intrapreso dall’Italia a favore di una gestione comune dell’annoso problema dell’immigrazione. Nonostante i numerosi passi avanti fatti dalla politica, pertanto, risulta ancora molto difficile dare forma ad un sistema di accoglienza universalmente condiviso da tutti i cittadini che, allo stato attuale, si sentono traditi dalla loro patria. Se, infatti, è un dovere garantire ai migranti di vivere in maniera dignitosa, perché non trattare allo stesso modo gli italiani che non hanno lavoro e non sanno come mantenersi? Al di là dell’escalation della criminalità, è questo l’interrogativo che più affligge quei veneti e, più in generale, quegli italiani che si dichiarano contrari all’attuale sistema di accoglienza ed a cui il Governo sarà costretto a fornire presto una risposta esaustiva capace di placare ogni polemica.

Il team di BreakNotizie