Varoufakis ha tradito la Grecia

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Yanis Varoufakis, Greece's finance minister, left, passes a police officer as he arrives for his meeting with George Osborne, U.K. chancellor of the exchequer, at 11 Downing Street in London, U.K., on Monday, Feb. 2, 2015. Varoufakis said his country won't take any more aid under its existing bailout agreement and wants a new deal with its official creditors by the end of May. Photographer: Jason Alden/Bloomberg via Getty Images

Da poche ore il Parlamento greco si è espresso positivamente in merito al secondo pacchetto di riforme imposte dall’Europa al fine di evitare la tanto temuta Grexit.

Ovviamente, non sono mancate le critiche mosse da alcuni esponenti di Syriza che si dichiarano apertamente in disaccordo con le decisioni prese da Alexis Tsipras. Al contrario di quanto è accaduto durante la precedente consultazione, però, Yanis Varoufakis, ha espresso parere positivo nei confronti delle misure di austerità. Un cambio di rotta o, piuttosto, una razionale presa di coscienza del fatto che le riforme proposte dall’Europa sono l’unica soluzione per evitare il fallimento? Di sicuro, in tutta la Grecia si respira aria di tradimento e lo spirito democratico risalente ai giorni del referendum sembra essere andato perduto lasciando il posto ad un più cauto scetticismo nei confronti di un Parlamento che, al momento, pare avere tutta l’intenzione di non opporre alcun tipo di resistenza alle richieste formulate dall’Europa. Il pacchetto di riforme votate comprendono molte novità nei settori della pubblica amministrazione, della giustizia e, soprattutto, del settore bancario.

Nonostante la diffidenza e la delusione da parte del popolo greco che aveva riposto le proprie speranze in Yanis Varoufakis e nella sua volontà di non cedere alle pretese dell’Europa, il pacchetto di riforme approvato ha immediatamente provocato un rafforzamento della moneta unica sulla piazza di Tokyo a dimostrazione del fatto che proprio tali riforme sono considerate l’unico mezzo a disposizione dei greci per negoziare un accordo più favorevole rispetto all’attuale. Ciò che, però, continua ad apparire decisamente poco chiaro agli occhi dei greci è la posizione di Yanis Varoufakis. In pochi giorni, infatti, l’ex Ministro dell’Economia è passato dall’accusare Tsipras di aver accettato un accordo destinato a fallire ad esprimere parere positivo nei confronti di un pacchetto di riforme appartenenti al medesimo accordo. Ma cosa è cambiato? Proprio Varoufakis ha tempestivamente precisato che il suo sì al secondo pacchetto di riforme è perfettamente in linea con quanto da lui sostenuto nei giorni precedenti. Tra le riforme da lui proposte ai creditori, infatti, c’erano proprio le misure contenute nel secondo pacchetto approvato qualche ora fa dal Parlamento greco.

Pare di capire, quindi, che quella di Varoufakis sia una posizione dettata dalla volontà di rimanere fedele alle proprie idee. Lo stesso Varoufakis, comunque, ha reso noto che alcune riforme sono state scritte in maniera troppo frettolosa a causa dei tempi stretti imposti dall’Europa. Perché votare sì, allora? Probabilmente per dare modo al governo di Tsipras di mettere in pratica alcune delle riforme pensate, appunto, dall’ex Ministro dell’Economia. Il fatto è che, però, se nell’opinione di Varoufakis il pacchetto di riforme è destinato a fallire a cosa serve votare sì per consentire al governo di metterle in pratica? Se tra le vie di Atene già si parla di tradimento da parte di Yanis Varoufakis, non sono pochi, comunque, i garantisti che confidano in una svolta risolutiva. Non resta, pertanto, che far passare qualche qualche mese per vedere cosa ne sarà del governo di Tsipras, quale sarà il futuro dell’ex Ministro delle Finanze e, soprattutto, quale sarà la sorte del popolo greco.

Il team di BreakNotizie