USA: liquidati investimenti per 45,2 miliardi di dollari

USA: liquidati investimenti per 45,2 miliardi di dollari

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Stando a quanto dichiarato dal dipartimento del Tesoro americano, pare che i cinque creditori più importanti degli USA abbiano deciso di vendere i propri titoli.

Ma chi sono questi creditori e, soprattutto, quale è l’entità di tale complessa operazione finanziaria? Ad aver deciso di mettere in atto l’operazione sono state le società off-shore con sede ai Caraibi che hanno liquidato 7,2 miliardi di dollari, il Giappone che ha liquidato 19,9 miliardi di dollari, la Cina che ha liquidato 12,5 miliardi di dollari, l’OPEC che ha liquidato 1,9 miliardi di dollari ed il Brasile che ha liquidato 3,7 miliardi di dollari. In buona sostanza, gli Stati Uniti d’America devono far fronte ad un ammanco di ben 45,2 miliardi di dollari. Anche la Russia ha deciso di diminuire i suoi investimenti riducendoli di circa 800 milioni di dollari. Il Regno Unito, l’India ed i Paesi del BRICS non sono stati da meno. Al contrario, la Svizzera, il Lussemburgo, l’Irlanda e Singapore hanno deciso di investire negli USA. Ma cosa sta accadendo agli Stati Uniti del Presidente Barack Obama? Che l’economia finanziaria si stia piegando ai nuovi assetti geo-politici internazionali?

Interpretare con esattezza i meccanismi di tale terremoto finanziario è davvero molto complesso. Alla base della decisione di vendere i titoli, infatti, potrebbero esserci strategie di politica internazionale molto complesse. Di sicuro, però, a pagarne le spese saranno gli americani che potrebbero dover fare i conti con una bolla speculativa alquanto controversa. E per quanto riguarda l’Europa? Le conseguenze di ciò che sta accadendo negli Stati Uniti potrebbero riverberarsi anche sulla già fragile economia dell’Unione europea? Per il momento, è azzardato formulare ogni genere di ipotesi a riguardo. Nel suo complesso, la situazione è abbastanza fluida e, quindi, non vi sono elementi tali da mettere in allarme la BCE. Ovviamente, l’allerta è massima. Ciò che, però, dovrebbe far preoccupare è il difficile scenario geo-politico che si sta profilando nelle ultime ore. La questione mediorientale, infatti, si sta complicando ed il mondo intero è stretto nella morsa del terrore.

Ritenere che tale situazione non sia in alcun modo legata con l’assetto economico mondiale è decisamente superficiale. Difficile, però, è capire quali possono essere le conseguenze nel breve e lungo termine sulle economie mondiali e sui vari mercati azionari. In ogni caso, almeno per quanto riguarda la Siria, gli unici ad avere le idee chiare sembrano essere la Russia e la Francia di François Hollande. L’Europa, almeno per adesso, sta giocando in retroguardia. Che stia mettendo a punto una strategia? Difficile a dirsi. Di sicuro, invece, gli Stati Uniti stanno cercando di trattare con Vladimir Putin nella speranza di riuscire a raggiungere un accordo. Ma quali potrebbero essere i termini di tale accordo? Senza alcun dubbio, i creditori internazionali hanno bisogno di certezze e gli Stati Uniti d’America faranno di tutto per dare prova del fatto che il loro potere non è stato in alcun modo scalfito. Non è da escludere, quindi, l’eventualità di una trattativa con il Cremlino. Economia e politica viaggiano sul medesimo binario ed il Presidente Barack Obama lo sa molto bene.

Il team di BreakNotizie

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