USA: ecco la reazione di Obama al cyber-spionaggio cinese

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Gli Stati Uniti sembrano non aver accettato di buon grado le infiltrazioni da parte dei cinesi e, al momento, stanno valutando se dare forma a sanzioni economiche finalizzate a mettere un freno allo spionaggio industriale.

Proprio Barack Obama, infatti, ha fatto presente di avere intenzione di sottoporre la questione all’attenzione del Presidente Cinese Xi Jinping che, nei prossimi giorni, si recherà in visita proprio negli Stati Uniti. Ma quale è l’accusa mossa dagli Stati Uniti nei confronti della Cina? Stando a quanto dichiarato da Obama in occasione di un incontro con i rappresentanti delle più grandi aziende degli Stati Uniti, pare che Pechino abbia organizzato vere e proprie operazioni di spionaggio industriale ai danni degli USA.

Le parole di Barack Obama sono state chiare: il Governo cinese, grazie alle varie agenzie che gestisce, ha gestito operazioni di spionaggio volte a carpire i segreti delle industrie statunitensi e molte informazioni di cui tali industrie sono in possesso. Senza alcun dubbio, ciò che muove i cinesi è il desiderio di eguagliare l’America anche sotto il profilo tecnologico ma, a quanto pare, i metodi di Pechino non sembrano affatto piacere all’Amministrazione di Washington che dichiara di essere disposta a tutto pur di difendere le sue aziende. Addirittura, Obama ha definito tali operazioni come una vera e propria aggressione nei confronti degli USA che deve terminare il prima possibile.

Di recente, Washington ha accusato alcuni ufficiali cinesi di essere coinvolti in un furto di informazioni ai danni di varie industrie statunitensi ed il Presidente Obama, dopo la sottrazione di informazioni private di circa 21 milioni di cittadini americani, ha deciso di prendere in seria considerazione l’ipotesi di imporre sanzioni a cinque aziende con sede in Cina. Senza alcun dubbio, si tratterebbe di un’azione dimostrativa volta ad arginare l’emorragia di informazioni sensibili a cui gli Stati Uniti sono stati costretti ad assistere passivamente. Un aspetto sul quale è importante soffermarsi riguarda, poi, il fatto che, nonostante i sofisticati meccanismi di controllo messi a punto dagli Stati Uniti, le agenzie cinesi sono comunque riuscite ad infiltrarsi nei sistemi ed a carpire informazioni segrete.

Ovviamente, i cinesi non hanno tardato a fornire la propria versione dei fatti facendo presente che, a loro parere, si tratta solo di accuse del tutto infondate. Pechino, inoltre, ha prontamente bloccato il dialogo con gli USA riguardante, appunto, la pirateria informatica. Sul piano internazionale, i contrasti tra gli Stati Uniti e la Cina vengono visti con non poco timore e, almeno per il momento, nessun Paese sembra avere intenzione di prendere posizione. Senza alcun dubbio, lo scandalo Datagate è ancora troppo recente per poter consentire alle varie Nazioni di considerare gli Stati Uniti d’America immuni dal desiderio di carpire informazioni segrete. Di sicuro, le tensioni tra Cina e Stati Uniti non sono destinate a concludersi in breve tempo e c’è da aspettarsi che Obama non si limiti a paventare il rischio di sanzioni economiche ma, piuttosto, metta in atto operazioni volte a bloccare in maniera definitiva lo spionaggio industriale dei cinesi.

Il team di BreakNotizie