USA di nuovo vicini al fallimento? Ecco la reazione di Washington

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Tra pochi giorni gli Stati Uniti d’America rischieranno di sfondare il tetto del debito pubblico di più di 18.100 miliardi di dollari ed il rischio default potrebbe essere nuovamente dietro l’angolo.

Sono in pochi, però, a credere che l’economia del Paese possa collassare. Ad onor del vero, pare addirittura che a Washington non vi sia neanche troppa apprensione nei confronti di tale complessa situazione. Che sia già pronto un piano B? Stando a quanto dichiarato dal Financial Times pare che né i senatori e né, tanto meno, i componenti della Camera dei Rappresentanti abbiano dato forma ad un disegno di legge finalizzato ad evitare il fallimento. Il fatto è che, però, tutti gli attori del mercato azionario sembrano essere molto preoccupati di un eventuale default degli USA tanto da paventare il rischio di ingenti perdite. A questo punto è lecito chiedersi se quello degli azionisti sia un timore del tutto infondato o se, invece, ad essere troppo ottimista è la classe politica americana che non si sta rendendo conto del rischio che sta correndo il Paese.

La storia recente ci ha insegnato a diffidare sia dai timori eccessivi che dall’ottimismo a buon mercato e, dunque, è più che lecito soffermarsi a riflettere in maniera approfondita in merito a ciò che sta accadendo in America. Senza alcun dubbio, il primo interrogativo da porsi riguarda l’interesse della classe politica americana a fingere di non preoccuparsi di un eventuale default. Quale sarebbe lo scopo di questa superficiale decisione? Che i politici stiano peccando di presunzione, ritenendo gestibile una situazione che, in realtà, sta sfuggendo al loro controllo? Probabile. Altrettanto probabile, però, è che gli attori del mercato azionario stiano dando eccessivo risalto mediatico ad una situazione che, almeno per il momento, è sotto controllo. I più maliziosi, ovviamente, non potranno fare a meno di pensare che la classe politica americana stia curando interessi ben al di sopra di quelli degli attori del mercato azionario e che, pertanto, le cause di tale comportamento omissivo sono da ricercare ben oltre le apparenze.

Una cosa è certa: qualora gli Stati Uniti dovessero nuovamente superare il tetto del debito, si tratterebbe della terza volta in soli quattro anni e pare che questa volta le conseguenze sarebbero catastrofiche. Secondo Jack Lew, attuale segretario delle finanze, gli USA sono veramente a rischio default e, dunque, è necessario che la classe politica si attivi per prendere dei provvedimenti. Ma quali sono le misure che il Governo potrebbe mettere in atto per evitare il default? L’unica soluzione ipotizzabile è quella di un innalzamento del tetto del debito. In alternativa, si potrebbe anche pensare ad un rinvio del termine ultimo, ma c’è il rischio che servirebbe solo a prolungare l’agonia di un’economia compromessa. In ogni caso, almeno per adesso, né i deputati e né i senatori stanno facendo alcunché. Che ci sia da preoccuparsi? Ipotizzare che la teoria del default sia priva di fondamento è del tutto inverosimile e, quindi, è legittimo pensare che gli americani stiano veramente per sfondare il tetto del debito. Ad essere meno intuibili, invece, sono le conseguenze che comporterebbe e, addirittura, le misure che, in extremis, il Governo USA potrebbe decidere di prendere. Tutto, pertanto, è ancora da stabilire e non rimane che attendere e sperare in un ennesimo salvataggio dell’economia americana.

Il team di BreakNotizie