Uova al Fipronil: 90 mila kg di prodotti sequestrati dai NAS

Uova al Fipronil: 90 mila kg di prodotti sequestrati dai NAS

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L’Italia rientra fra i 15 Paesi in cui sono state commercializzate uova contaminate da Fipronil ed i crescenti sequestri di allevamenti nostrani stanno destando preoccupazione fra i consumatori ed una totale sfiducia nelle istituzioni

 Proseguono i sequestri anche in Italia da parte dei Nas per quanto riguarda le uova al Fipronil. In questo brutto affare è coinvolto infatti anche il nostro Paese, sebbene il Ministero della Salute abbia negato inizialmente ogni forma di contaminazione. In seguito ai due casi di uova contaminate dall’insetticida nel Lazio e nelle Marche, i controlli sono stati intensificati: sinora sono state sequestrate ben 60 mila uova ad uso alimentare, oltre 32 mila destinate al settore zootecnico e tre capannoni contenenti un allevamento da 26 mila galline ovaiole. Sono a rischio persino le uova biologiche ed ora consumatori, enti ed associazioni hanno alzato la voce per chiedere il massimo della trasparenza e far sì che vengano resi noti i nomi delle aziende coinvolte nello scandalo.

Al principio i timori erano prevalentemente concentrati sulle uova importate dall’estero, dal momento che l’allarme era partito dall’Olanda per poi diffondersi agli altri Paesi europei, ma in seguito le rassicurazioni sulle uova e gli allevamenti italiani sono serviti a ben poco. Un comunicato stampa dello scorso 23 agosto da parte del Ministero della Salute ha reso noto che a seguito dei controlli sono state 8 le positività sinora rilevate, delle quali 5 in uova provenienti dai centri di imballaggio, 2 riguardanti ovoprodotti e 1 nei prodotti di trasformazione. È scattata così la segnalazione alle Asl e alle Regioni per avere ulteriori accertamenti sulla provenienza estera o nazionale delle uova.

I NAS attualmente stanno passando al setaccio sia i prodotti esteri che quelli nazionali presso allevamenti, centri di distribuzione e lavorazione delle uova, industrie alimentari e laboratori dolciari. Sinora, in seguito a 253 accessi ispettivi, sono state sequestrate in via cautelativa più di 90 mila chili di uova ed ovoprodotti, dei quali 106 chili penalmente, in attesa di conoscere i risultati delle analisi dei 107 campioni conoscitivi inviati ai laboratori degli Istituti Zooprofilattici di Roma e Teramo.

Il Codacons ha già chiesto le immediate dimissioni del Ministro Lorenzin per non essere intervenuta prontamente ed aver permesso che i consumatori continuassero a comprare e consumare uova e derivati, esponendoli a potenziali rischi per la loro salute. A detta dell’associazione consumatori chi ha mangiato o comprato uova contaminate può denunciare direttamente il ministro per concorso nei reati di immissione in commercio di prodotti tossici.

Ma quali potrebbero essere le cause della contaminazione? Secondo il responsabile dell’Area Sicurezza alimentare dell’Unione Nazionale Consumatori Agostino Macrì potrebbe dipendere dalla presenza della sostanza disinfettante nell’ambiente e non necessariamente da trattamenti sulle galline. Secondo altre ipotesi, invece, il Fipronil sarebbe stato aggiunto all’insaputa degli allevatori, ad un altro prodotto acquistato come antipulci, il Dega 16, autorizzato persino negli allevamenti biologici. Ciò significa che a nulla servirebbe, attualmente, leggere le etichette con il codice delle uova dal momento che la contaminazione interesserebbe trasversalmente tutti i tipi di allevamenti, inclusi quelli bio. La LAV ha invitato i consumatori a fare scelte alimentari il più consapevoli possibili. La situazione, al momento, è ancora molto incerta ed allarmante.

Il Team di Breaknotizie

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