Una semplice bacca australiana contro i tumori

Una semplice bacca australiana contro i tumori

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Giungono ottime notizie dalla lontana Australia: uno studio durato ben otto anni ha evidenziato la capacità di alcune bacche di poter sconfiggere le cellule tumorali in maniera del tutto naturale. Lo studio, realizzato dal Queensland Institute of Medical Reserach (QIMR), ha messo in luce le proprietà di un composto presente nelle bacche dell’albero Blushwood, un arbusto della famiglia delle euforbiacee.

I dati raccolti nel corso della ricerca ipotizzano la capacità delle bacche di Blushwood di sconfiggere in maniera naturale i tumori della testa e del collo, oltre ai melanomi presenti sulla pelle. Lo studio, condotto da un team di ricerca guidato dal farmacologo Glen Boyle, ha previsto l’iniezione nei pazienti sperimentali di un farmaco ottenuto dalla bacca di Blushwood, alla quale è stato assegnato il nome tecnico di EBC-46. Con una sola somministrazione di EBC-46 si è potuta evidenziare una regressione delle cellule tumorali all’interno di una vasta gamma di patologie cancerogene.

Le sperimentazioni necessarie alla prossima commercializzazione del farmaco sono state effettuate sugli animali, richiedendo l’aiuto di personale veterinario specializzato. Gli animali coinvolti sono stati più di 300, prediligendo razze come i cavalli, i cani e i gatti. I dati hanno evidenziato che nel 75% dei casi, una volta somministrata l’iniezione di EBC-46, il tumore è stato debellato e non è più ricomparso.

Secondo il farmacologo Boyle, l’iniezione a base di EBC-46 ha causato nella maggior parte dei casi coinvolti un arresto della crescita della massa tumorale già nelle prime quattro ore successive alla somministrazione. All’arresto della crescita è poi seguita la distruzione completa della massa. Il composto a base di bacche di Blushwood agisce principalmente secondo tre linee di azione: in prima battuta uccide direttamente le cellule tumorali; in secondo luogo scatena la reazione fisiologica dell’organismo che prevede l’arresto del flusso sanguigno al tumore; infine attiva le cellule del sistema immunitario per intervenire e per rimuovere i residui di tumore attraverso un’azione sinergica di pulizia.

Sulla base delle prime sperimentazioni effettuate, Boyle si dice entusiasta degli auspicabili esiti positivi riscontrabili sull’uomo. Le prime sperimentazioni, infatti, suggeriscono ottimi risultati sul corpo umano, anche se limitati ai soli tumori accessibili attraverso un’iniezione diretta, escludendo, quindi, tutti i casi di tumori a base metastatica. Il nuovo farmaco sperimentale EBC-46, secondo il dottor Boyle, potrà essere un’opzione medica da utilizzare in aggiunta ai classici trattamenti farmacologici o in completa autonomia, in sostituzione di trattamenti come la radioterapia o la chemioterapia.

Per il momento il passo più importante da compiere è quello di avviare la sperimentazione umana. L’azienda QBiotics, una compagnia di biotecnologia australiana, ha da poco ottenuto il nulla osta di tipo etico sulla sperimentazione umana e, pertanto, sta mettendo a punto i primi protocolli di intervento. Attualmente una delle maggiori limitazioni all’utilizzo del farmaco EBC-46 è la reperibilità delle bacche di Blushwood. Questo albero, infatti, cresce esclusivamente in piccole zone dell’altopiano Atherton nel Nord Queensland, mentre sarebbe necessaria una sua coltivazione più massiccia.

Il team di BreakNotizie

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