Una nuova “Baia dei Porci” in Siria

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Al già complicato scacchiere mediorientale non mancava che la guerra di conquista del Califfato dell’ISIS per arricchire uno scenario estremamente complesso in ambito internazionale.


La Siria è uno di quei Paesi dove gli USA avevano progettato un altro destino che prevedeva il rovesciamento del regime di Assad. Per aiutare questo processo che avrebbe dovuto prevedere un cambio di marcia della Siria, la CIA dal 2013 aveva preparato diecimila militanti delle forze rivoluzionarie che avevano il compito di abbattere Assad attraverso quello che era stato battezzato “piano Ucraina“.

Il piano

Nonostante gli sforzi profusi dall’amministrazione Obama, il piano ideato è stato un totale insuccesso tanto da essere considerato dall’autorevole ZeroHedge, uno tra i più importanti blog statunitensi, come “il più visibile fallimento di politica estera degli USA dai tempi del Vietnam”: lo stesso presidente ha deciso il termine di questo programma di lotta all’ISIS che, in realtà, aveva lo scopo di abbattere Assad con quelle migliaia di ribelli supportati dalla celebre agency di spionaggio. La CIA ha utilizzato come elemento di facciata quello di addestrare volontari per combattere il Califfato mentre il vero obiettivo era solo guerreggiare con le forze militari siriane fedeli ad Assad.

Il fallimento e l’entrata in campo della Russia

Sforzi, questi, che hanno visto oltre che il totale fallimento del raggiungimento del target prefissato, anche la diffusione della verità occultata anche per via dell’entrata in campo dello zar russo Vladimir Putin che ha tanti interessi da difendere proprio in Siria, unico punto di sbocco sul Mediterraneo. Gli Stati Uniti non possono ufficialmente entrare in campo soprattutto adesso e, di contro, si trovano presi in contropiede dall’alleanza Russia-Iran che si spartiranno la torta rappresentata dalla strategica Siria.
Cita la fonte dell’AP di Mosca che i ribelli addestrati dalla CIA con il compito di contrastare le forze militari di Assad, sono ora uno degli obiettivi dei bombardamenti russi che, insieme a quelli contro l’ISIS, sono gli unici target delle forze aeree di Mosca.
L’impossibilità di Obama di correre in aiuto dei ribelli sponsorizzati dagli USA rappresenta un fallimento paragonabile a quello avvenuto a Cuba nella disfatta della Baia dei Porci, quando la CIA, con il placet di Kennedy, addestrò ribelli anticastristi per invadere Cuba con il compito di ripristinare quel potere costituito così fedele all’America, abbattendo la giovane rivoluzione castrista.

L’attuale scenario

I responsabili della CIA hanno decifrato l’intervento della Russia come tendente a far guadagnare a Putin l’immagine di leader di una confermata grande potenza mondiale, conquistata proprio consolidando l’alleanza con un Assad nuovamente padrone della Siria. Inoltre, per Putin, limitare l’ISIS significava anche mettere un freno ad una organizzazione che annovera, tra le sue fila, migliaia di militanti ceceni che possono rappresentare un pericolo anche per la stessa Russia.
C’è l’ipotesi da parte degli USA della costituzione di una no-fly zone che avrebbe lo scopo di essere un luogo dove i ribelli anti Assad potrebbero trovare rifugio ma questo significherebbe l’entrata in campo proprio dell’esercito USA. Tuttavia Obama non vuole correre il rischio di innescare un terzo conflitto mondiale solo per bloccare il gasdotto che dal Qatar arriva in Europa. Questo significa per l’amministrazione americana ammettere il suo coinvolgimento per rovesciare Assad con la formazione dei ribelli mercenari siriani.

Il team di BreakNotizie