Una giraffa bianca nel Tarangire National Park

Una giraffa bianca nel Tarangire National Park

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Un avvistamento molto singolare
Non capita molto di frequente di vedere da vicino una giraffa, e ancor meno di vederne un esemplare completamente bianco. Questo singolare avvistamento è, però, avvenuto all’interno di una area protetta della Tanzania, e più in particolare nel Tarangire National Park. Questa verdeggiante oasi, situata nella parte più settentrionale dello stato africano, ospita davvero numerosissime specie diverse di animali: dalle gazzelle ai bufali, dagli gnu alle zebre fino, appunto, alle giraffe. Ma mai prima di ora, tra gli ospiti del parco nazionale, era stata presente una giraffa di questo tipo. Ovviamente l’interesse da parte di studiosi ed esperti è stato immediato, soprattutto per capire il perchè di un mutamento di questo genere e le sue conseguenze.

La storia della giraffa Omo
In realtà il primo avvistamento della giraffa bianca è avvenuto circa un anno fa. Un esemplare quasi totalmente di colore bianco: la testa, il lungo collo, il corpo fino alle zampe di un unico candido colore, ad eccezione di alcune macchie più scure. Anche gli occhi presentavano un colore molto particolare, erano infatti blu. Gli esperti del parco hanno deciso di dare all’esemplare un nome piuttosto buffo. Hanno, infatti, deciso di chiamarla Omo, come la marca di un famoso detersivo di colore bianco molto utilizzato in Tanzania. Al contrario di quello che si potrebbe pensare Omo non è, però, albina. Infatti Omo è in grado di produrre melanina ma alcune cellule che costituiscono il suo tessuto epiteliale non sono in grado di produrre il pigmento caratteristico del manto delle giraffe. Ci si trova davanti, quindi, ad un esemplare leucistico.

Il futuro della giraffa bianca
Quello che si chiedono i ricercatori è se, a causa di questo mutamento, la giraffa potrà sopravvivere alla pari degli altri esemplari della sua specie. Quello che fa ben sperare è che Omo sia già sopravvissuta al suo primo anno di vita. Per gli animali selvaggi, infatti, il primo anno è quello più duro perchè, essendo ancora deboli, possono essere più facilmente vittime dei grandi predatori, come leoni, le iene e anche i leopardi. Questa giraffa è riuscita a superare indenne un periodo molto rischioso, pur essendo di un colore che spicca maggiormente rispetto agli altri nella vegetazione del parco. L’evoluzione ha, infatti, permesso ad alcuni animali di avere nel proprio corredo cromosomico dei geni che creano delle cellule con un pigmento che le rendono poco appariscenti, in questo modo possono nascondersi meglio (soprattutto quando sono piccoli) ed avere più possibilità di sopravvivere. Non si può ancora conoscere il futuro di Omo, ne se trasmetterà il suo colore bianco ai suoi figli. Per ora è possibile soltanto augurarle un sereno futuro insieme agli altri esemplari della sua specie, al riparo e nella tranquillità del Tarangire National Park.

 

Il team di BreakNotizie

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