Una coraggiosa scelta di vita: rinascere in Arabia Saudita

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La storia di Fiorella Vanini è l’esempio di come rinascere, valorizzando il proprio lavoro, dove la professionalità paga. Lei ha scelto l’Arabia Saudita e non tornerebbe indietro.

Dove tutto ha origine
L’identikit di Fiorella Vanini può riassumersi in poche righe: nata a Rho trentasei anni fa, lavorava al Politecnico di Milano per uno stipendio di 1800 euro l’anno, praticamente 150 euro al mese. L’Italia pareva non darle alcuna opportunità e, di questo fatto, Fiorella se n’era ben resa conto. Come si era resa conto del fatto che anche in altri Paesi d’Europa la situazione sarebbe stata pressoché la stessa e, giunta ad un momento della sua vita dov’era fisiologico dare un taglio al passato, ha iniziato a verificare dove la sua professione avrebbe avuto chance di essere apprezzata e consentirle di vivere la sua vita in modo dignitoso.
Dopo aver scartato luoghi lontani come Cina, America e Australia, Fiorella ha puntato tutto sull’Arabia Saudita per una somma di ragioni, tra le quali il fatto di vivere a sole cinque ore d’aereo da Milano, di essere ben pagata e di sfruttare pienamente quanto offerto da un Paese al passo con i tempi.

Il rovescio della medaglia
In Arabia Saudita, contrariamente a ciò che si è portati a pensare, le donne occidentali non sono ghettizzate e il loro impegno è equamente compensato. Fiorella lavora come insegnante di storia e teoria dell’architettura alla Prince Sultan University, nelle sezioni femminili di uno dei più importanti Atenei del Paese, e dopo essere stata in prova per un semestre, ha avuto rinnovato il contratto tanto da essere ormai in attesa del permesso di soggiorno permanente.
Fiorella racconta che Ryad è una città stimolante e per nulla pericolosa anche per un occidentale; l’importante è adeguarsi alla locale realtà. Ad esempio, il rispetto di alcune regole come indossare l’abaya normalmente, secondo quanto prevede il dress code, anche se il velo per le straniere non è obbligatorio. Essendo donna non può guidare e si sposta con un autista personale oppure in taxi, non usa scarpe con tacchi e non dà confidenza agli uomini sconosciuti.
Vive in una moderna casa ubicata nel quartiere diplomatico dove abitano gli stranieri in modo esclusivo e qui può girare vestita come desidera, passeggiare ed intrattenersi con uomini con i quali può andare liberamente a pranzo e a cena. Un check point divide questa zona –estesa come una cittadina dell’hinterland milanese- dalla città dove deve adeguarsi ad un altro tipo di atteggiamento.

I benefit
La casa moderna, tutte le utenze, l’assicurazione sanitaria e i voli per l’Italia sono pagati dall’Università in base esclusivamente alla meritocrazia che viene stabilita dalla media dei voti assegnati da studenti, colleghi insegnanti e dal direttore del dipartimento. Il punteggio di Fiorella è stato di 99,3/100 che rappresenta la qualità del suo insegnamento e quanto questa è stata apprezzata.

Sfatare false idee sull’Arabia Saudita
Racconta Fiorella che è rimasta stupita dalla differenza tra l’Arabia che i luoghi comuni dipingono e quella che, in realtà, si vive. Il luogo comune che le donne siano relegate in funzioni casalinghe non è vero e, anzi, gli uomini si dimostrano disponibili nell’aiutare donne in difficoltà. Anche lo Stato, attraverso un welfare intelligente, pensa al ruolo delle mamme: non è raro che a venti anni una donna abbia già un paio di figli che possono essere accuditi in asili in modo da lasciarle libere per lavorare.
Fiorella è più che soddisfatta di aver reinventato la sua vita in Arabia Saudita. C’è voluto coraggio e determinazione e, grazie ad internet, una ricerca su portali di lavoro per aver avuto modo di rinascere, senza rimpiangere il precario passato lavorativo in Italia.

Il team di BreakNotizie