Un tribunale speciale riconosce i diritti dei Valsusini

Un tribunale speciale riconosce i diritti dei Valsusini

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Da ormai più di vent’anni il progetto della Ferrovia Torino-Lione, la cosiddetta TAV, e le proteste dei cittadini della Val di Susa, il movimento che ha preso il nome di No Tav, sono all’ordine del giorno nei telegiornali e sulle pagine dei più grandi giornali nazionali e internazionali. Nella maggior parte dei casi, le notizie calcano la mano sulla presunta violenza che i manifestanti utilizzano per esprimere le proprie idee. Quello che, invece, non viene mai messo in luce sono i continui soprusi e le continue violazioni dei diritti che questi cittadini subiscono da vent’anni a questa parte.

Pochi giorni fa, il 9 novembre scorso, finalmente un tribunale, il Tribunale permanente dei popoli, ha riconosciuto e portato alla luce le violazioni dei diritti che gli abitanti della Val di Susa hanno dovuto sopportare in questi anni. Un lungo lavoro, molto particolareggiato, di cui si sono incaricati magistrati e giuristi, non solo italiani ma anche di molti altri paesi europei e non, ha portato come risultato un’analisi completa di come, in questi anni, siano stati violati non solo i diritti dei cittadini ma la stessa legge italiana. Lo Stato italiano è stato artefice di abusi e ingiustizie nei confronti degli stessi cittadini che, invece, dovrebbe tutelare. Il tribunale ha stabilito e decretato che questo territorio e i suoi abitanti, i Valsusini, hanno subìto sin troppi torti durante questa lunga diatriba che si protrae ormai da troppi anni.

Nella Costituzione Italiana, l’Italia si definisce un paese democratico. Per questo motivo non è assolutamente accettabile che ai cittadini vengano imposte con la forza le decisioni del governo. Paesi dove accadono eventi di questo tipo vengono definite dittature e le democrazie di tutto il mondo si sentono in dovere di intervenire per riportare la pace e la democrazia ai cittadini che subiscono soprusi da parte dei loro governi. Ma cosa si fa nel caso in cui è uno dei cosiddetti paesi democratici a commettere continue ingiustizie nei confronti del proprio popolo?

La sentenza del Tribunale permanente dei popoli ha un gran valore storico. Secondo alcuni esponenti del Movimento 5 Stelle, che si sono dichiarati pienamente soddisfatti, andrebbe studiata nelle scuole e nelle università. Finalmente, in questo modo, i cittadini della Val di Susa hanno ottenuto il giusto riconoscimento dopo tanti anni trascorsi a difendere strenuamente la propria terra.

Non bisogna, inoltre, trascurare il fatto che anche gli esponenti di TELT (acronimo di Tunnel Euralpin Lyon Turin) erano stati invitati a partecipare per apportare il loro contributo e la loro testimonianza durante la valutazione del tribunale. Gli è stato garantito il diritto di difendersi ma hanno scelto di non avvalersene. A qualcuno potrebbe sembrare un primo segno di cedimento. C’è da sperare che si siano resi conto che le loro tesi non hanno alcun valore e non hanno una solida base su cui poggiarsi?

Resta solo un piccolo neo in tutta questa faccenda. Il tribunale che ha emesso la sentenza è un tribunale speciale, istituito proprio per poter garantire ai cittadini la possibilità di difendere i propri diritti dai soprusi dei potenti. Ma queste garanzie dovrebbero essere fornite dai tribunali istituzionali, quelli che si basano sul concetto che la legge è uguale per tutti. O quanto meno dovrebbe esserlo.

Il team di BreakNotizie

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