Un Mondo di debiti…sistema economico da rivedere?

Un Mondo di debiti…sistema economico da rivedere?

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Come la crisi economica degli ultimi anni ha messo in evidenza, il mondo, soprattutto quello occidentale, si basa sul sistema dei debiti pubblici e privati.

L’Italia è sicuramente uno dei Paesi col più alto rapporto tra debito pubblico e Prodotto Interno Lordo ma è in buona compagnia. A partire dagli USA, passando per i Paesi del Sud America, alcuni europei come Portogallo e Grecia, il Giappone ha percentuali altissime. Se tutti sanno che avere dei debiti limita la propria libertà d’azione, perché ricorrere continuamente a questo strumento per far funzionare uno Stato o una famiglia?

I motivi sono diversi ma quasi tutti sono riconducibili ad un unico enorme principio: il capitalismo si nutre della crescita dei consumi. Infatti solo una perenne dinamica di crescita consente al capitalismo di restare vivo, non esiste un punto di equilibrio, o si cresce o si va in crisi. Quindi gli Stati tendono a indebitarsi per promuovere i consumi in modo da permettere alla macchina economica di funzionare, assicurando posti di lavoro e stato sociale. Le famiglie sono spinte agli acquisti dal sistema pubblicitario che crea bisogni e quindi desideri superflui rispetto ai bisogni primari, cioè alimentazione e salute, che si trasforma in altri soldi che girano per oliare il sistema economico.

L’ultima crisi, per alcuni peggiore anche di quella del 1929, ci ha destati dall’illusione che questo sia un sistema perfetta facendoci aprire gli occhi sulla nostra reale situazione passando per minacce di far fallire quegli Stati che non dovessero ottemperare ai pagamenti dei debiti. Gli USA stanno uscendo dalla crisi, nonostante l’alto debito pubblico, grazie agli investimenti dello Stato centrale che stanno dando i loro frutti consentendo una ripresa impensabile fino a poco tempo fa. I Paesi europei al contrario stanno puntando sull’austerità, costringendo diversi Governi a imporre delle misure drastiche per ridurre il debito pubblico che è diventato insostenibile. Molti economisti parlano ormai apertamente dell’impossibilità di continuare a fare funzionare il sistema economico basato sulla crescita eterna in quanto la Terra ha risorse limitate e la popolazione continua a crescere. Si suggerisce una decrescita felice, cioè un radicale cambiamento dei nostri stili di vita, un minore utilizzo di energia e la rinuncia a moltissimi prodotti in cambio di un’economia più stabile, rispettosa dell’ambiente e a misura d’uomo.

C’è chi arriva a sostenere, come il filosofo francese Serge Latouche, che l’aumento del PIL comporti spesso un peggioramento della vita reale dei cittadini. Come si può vedere le tesi sono diverse e profondamente diverse, quello che è certo è che i debiti pubblici non possono restare per molto tempo così alti anche perché alla fine si rischia di consegnare il Paese nelle mani dei creditori, i quali possono avere anche altri obiettivi oltre quello del guadagno tramite i tassi di interesse. Proviamo a pensare ad uno Stato o a enormi gruppi di potere che decidessero di acquistare debito pubblico di un Paese per poi influenzarne le scelte politiche, il danno per la democrazia sarebbe enorme.

Il team di BreakNotizie

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