Un docente italiano insoddisfatto a 30 anni trova la propria realizzazione in Cina

Un docente italiano insoddisfatto a 30 anni trova la propria realizzazione in Cina

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La storia di Martino Cipriani è di quelle che fanno riflettere sul futuro del nostro Paese e sull’eterno dibattito della fuga dei cervelli all’estero.

In questo caso, Martino è un trentatreenne torinese, il quale ha conseguito con il massimo dei voti una laurea al Dams di Torino in Analisi del pubblico e del Mercato cinematografico e ha fatto una lunga gavetta nei teatri, coltivando la sua passione fin da ragazzino, quando aiutava il padre che fa il light designer, per poi differenziare il proprio cammino come segretario di produzione e location manager, riuscendo a collaborare con importanti nomi del mondo del cinema come Dario Argento, Ficarra e Picone, Eugene Green e altri.

Con il passare del tempo, però, Martino si rendeva conto che il proprio lavoro non veniva valorizzato a dovere, oltre a scarseggiare perennemente, sentendosi non realizzato a trent’anni e lamentando il fatto di venire ancora considerato come un ragazzino che doveva formarsi, quando invece era un uomo che poteva vantare una notevole esperienza. Di conseguenza, decide che è giunto il momento di dare una svolta alla propria vita.

Una delle sue passioni, il viaggiare, gli ha consentito di esplorare le terre orientali, facendo nascere in lui un profondo amore per territori antichi e caratteristici come l’Indonesia, il Giappone o la Cina ed è proprio in quest’ultimo Paese che decide di tentare la sua fortuna. Nell’arco di un anno ha cominciato a studiare cinese come autodidatta, prendendo contatti con diverse università e presentando domanda come docente. Dopo qualche mese, è giunta una proposta dalla Yunnam Art University per insegnare su due cattedre: Storia del cinema occidentale e quella di Comunicazione Visiva.

Martino, quindi, prende la decisione che gli cambia la vita e si trasferisce a Kunming, una zona lontana dalla metropoli, per non vivere costantemente nell’inquinamento. Pur ammettendo di aver passato momenti non semplici, oggi Martino è molto felice della sua scelta e parla con rammarico della sua vita in Italia. Racconta, infatti, che il clima di pessimismo e il senso di rassegnazione imperante nel nostro sistema va a bloccare tutti i canali creativi e propositivi, alimentando l’insoddisfazione dilagante. Tuttavia, anche cominciare una nuova vita in Cina ha presentato non poche difficoltà: il ragazzo, infatti, ha deciso di immergersi in maniera drastica negli usi e costumi cinesi, tagliando i ponti con tutto ciò che era occidentale. Ha cambiato radicalmente la sua alimentazione, lo stile di vita, osservando gli usi e costumi locali. Ciò che ha creato maggiore difficoltà sono state le relazioni umane: non essendo il luogo da lui scelto una metropoli, l’idea dello “straniero” è ancora radicata e c’è stata diffidenza e poca apertura nei suoi confronti all’inizio. Il discorso con i bambini e i ragazzi, tuttavia, è stato diverso: dopo circa un mese, grazie al suo ruolo di docente è riuscito a stabilire con i suoi studenti un rapporto sereno, grazie al fatto che i ragazzi si sono aperti con lui, cominciando a fidarsi.

Nonostante le difficoltà, Martino Cipriani rimane convinto della sua scelta e, anzi, invoglia tutti coloro non hanno trovato la piena realizzazione in Italia a trasferirsi all’estero, asserendo di non sentirne la mancanza e di essere disposto a tornare solo qualora si desse seriamente ascolto alle sue idee e ai suoi progetti lavorativi.

 

Il team di BreakNotizie

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