UE: ecco le cause della crisi economica

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La crisi economica a cui, ormai da troppi anni, stiamo facendo fronte è legata a ragioni di natura monetaria.

Tale ipotesi è ormai chiara almeno a tutti coloro che hanno letto con attenzione i trattati europei alla base di questa Unione che, per il momento, rappresenta più un ostacolo che un’opportunità. Ma quale è il meccanismo monetario che sta alla base della crisi? La Banca Centrale Europea crea denaro ma non può darlo direttamente agli Stati. L’unico modo per generare liquidità, infatti, è il meccanismo dei prestiti che vengono erogati con modalità del tutto arbitrarie esclusivamente alle banche. Quello che ne consegue è il fatto che la spesa pubblica dei vari Paesi non viene più controllata dalla politica e, quindi, la sovranità popolare non ha più alcun tipo di potere.

A gestire questo meccanismo è l’universo finanziario che, ovviamente, non ha alcun interesse a trattare con gli Stati che, talvolta, possono risultare addirittura d’intralcio. Ciò che è chiaramente intuibile dai trattati è che essi non si sono limitati a togliere la sovranità monetaria agli Stati ma ne hanno sancito anche la perdita della sovranità economica. È proprio questo il motivo per il quale, ad esempio, è stato posto il limite del 3% annuo ed è stato reso obbligatorio il pareggio di bilancio.

In molti, dunque, ipotizzano un vero e proprio attacco all’assetto democratico che, in questo modo, è stato formalmente delegittimato e privato di ogni genere di autonomia. Questa situazione in Italia si è palesata chiaramente con l’arrivo al Governo di Mario Monti, un uomo di fiducia dei creditori internazionali che ha messo a punto una serie di riforme che, invece di portare benefici alla collettività, hanno agevolato la presa del potere della finanza.

Addirittura, pare anche che l’ex Premier Berlusconi che, inizialmente, considerava l’uscita dall’Europa come l’unica alternativa per salvare il Paese, abbia dovuto cedere alle imposizioni della finanza europea. Eppure, già nel 2009, l’allora Ministro dell’Economia Giulio Tremonti parlava della necessità di una maggiore sovranità monetaria da parte dello Stato ed affermava con certezza che la crisi economica che stava affliggendo l’Italia era legata alla creazione di denaro cosiddetto “cattivo”. Senza alcun dubbio, tale dichiarazione non fu affatto accettata di buon grado dai finanzieri europei che, da allora, tentarono di mettere proprio Tremonti in un angolo.

Ma come riuscire ad uscire dall’attuale crisi economica che sta minando il futuro di intere generazioni? E, soprattutto, quale è la posizione dell’attuale Governo di Matteo Renzi? Per il momento, pare che l’unica soluzione sia quella di seguire i diktat imposti dall’Europa e tentare di avviarsi verso una ripresa che, stando alle dichiarazioni del Premier, sembra essere ormai alle porte. Il fatto è che la disillusione negli italiani è drasticamente aumentata negli ultimi mesi ed i segnali di speranza sono troppo deboli per poter guardare al futuro con ottimismo. A breve, comunque, il Governo lavorerà alla nuova legge di stabilità e, dunque, tenterà ancora una volta di mettere a posto i conti di un Paese che ha ancora molta strada da fare per uscire dalla crisi. Di sicuro, il problema legato al denaro privato proveniente dalla BCE non è affatto risolvibile e, pertanto, è opportuno che gli Stati trovino un rimedio per consentire ai popoli di sostenere questo meccanismo finanziario che sta lentamente distruggendo le economie nazionali.

Il team di BreakNotizie