Tumore al polmone: ora è possibile bloccarne lo sviluppo

Tumore al polmone: ora è possibile bloccarne lo sviluppo

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Fonte immagine: http://www.tgcom24.mediaset.it/salute/tumore-al-polmone-ricerca-guidata-dall-italia-scoperto-il-ruolo-chiave-di-un-gene_3024361-201602a.shtml

Importanti passi avanti nelle cure del tumore al polmone: negli esperimenti in vitro è stato possibile bloccarne lo sviluppo. Gli scienziati sono ottimisti

La ricerca ha compiuto un importante passo avanti nella lotta contro il tumore al polmone: i test effettuati in vitro per bloccare lo sviluppo della patologia hanno dato risultati molto incoraggianti e il lavoro dei ricercatori è già incentrato sul contrastare metastasi e ricadute. Crescita, diffusione e ricomparsa della malattia sono causate dal medesimo responsabile, le cellule staminali tumorali e proprio su queste si è concentrata l’attenzione della ricerca scientifica.

Tali cellule sono nella maggior parte dei casi resistenti ai farmaci ma grazie ai recenti studi compiuti in materia è stato possibile svelare il meccanismo attraverso cui si diffondono, aprendo così nuove prospettive per quanto riguarda le cure del tumore al polmone, malattia definita “big killer” e che ha fatto registrare oltre 41 mila nuovi casi nel 2016 solamente in Italia.

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La crescita delle cellule tumorali – stando ai risultati degli esperimenti svolti in vitro – potrebbe essere arrestata grazie all’utilizzo di micro-molecole che agiscono inibendo l’enzima SCD1, indispensabile per la sopravvivenza delle cellule malate. Dalle ultime ricerche è emerso che i tumori hanno una sorta di struttura piramidale in cui tutto dipende dalle cellule staminali tumorali, che alimentano la massa di tumore favorendone sia la crescita che la diffusione. Colpendo queste cellule, si potrebbe bloccare lo sviluppo del tumore.

Inoltre l’enzima SCD1 potrebbe essere coinvolto anche in altri tipi di tumori, dunque non solo quello polmonare, perciò riuscire ad inibirlo potrebbe voler dire fare un decisivo passo avanti più generale nella lotta ai tumori, con cure più efficaci per altre patologie di questo tipo. Ora non resta che la sperimentazione sull’uomo, e gli scienziati si dicono ottimisti: gli inibitori di tale enzima esistono già per essere utilizzati sull’uomo per cui i tempi della ricerca si accorciano, nella speranza che i risultati siano altrettanto positivi e consentano finalmente di contrastare con efficacia questa malattia, aumentando le probabilità di guarigione per chi ne è affetto.

 

Il team di BreakNotizie

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