Trident Juncture 2015: l’Italia si mobilita contro la NATO

Trident Juncture 2015: l’Italia si mobilita contro la NATO

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Si concluderà il 6 novembre il Trident Juncture 2015, la più imponente esercitazione di guerra della NATO che vedrà trasformarsi le basi statunitensi sul nostro territorio in veri e propri teatri di guerra, simulata ma comunque realistica.

Nonostante quanto dichiarato dal nostro Ministro della Difesa Roberta Pinotti, che vorrebbe che l’Italia diventasse una sorta di grande portaerei statunitense, gli italiani, al contrario, si sono mobilitati contro la guerra e contro la NATO stessa, soprattutto nelle regioni maggiormente protagoniste del Trident, Sicilia e Sardegna, dove le basi militari americane sono parecchie.

Tra i tanti coordinamenti nati spontaneamente per contrastare la politica della NATO, quello di Trapani si è mobilitato con una massiccia manifestazione di protesta a Marsala, ed uno dei membri del movimento, Chiara Paladino, ha rilasciato un’intervista a Sputnik sulle ragioni della mobilitazione.
Marsala, infatti, è soltanto il punto di arrivo di un percorso durato mesi, che ha visto il lavoro congiunto di diversi coordinamenti della provincia trapanese, e lo scopo è quello di dire un chiaro NO non solo alla guerra, ma anche alle esercitazioni belliche e alla stessa NATO, nata come alleanza di difesa ma diventata ormai una vera e propria forza di attacco, come risulta chiaro dalla politica utilizzata in Medio Oriente.

La Sicilia in particolare, continua la Paladino, non è nuova purtroppo alle ingerenze statunitensi a causa della presenza di tante diverse basi militari, grazie alle quali ha sperimentato sulla propria pelle quali possano essere i danni sulla salute e sull’ambiente dovuti alle esercitazioni militari: basti pensare, ad esempio, ai radar di Lampedusa e di Marsala, oppure alla costruzione dell’aeroporto militare di Sigonella.
In tutti questi casi, ad esempio, l’impatto ambientale è stato fortissimo, per non parlare dei danni agli abitanti. Tanto per fare un esempio, infatti, è stata dimostrata una diretta relazione tra la presenza delle antenne del MUOS di Niscemi e la crescita della percentuale di malformazioni fetali nella zona.

Ma perchè del Trident si parla poco sui media?
Secondo Chiara Paladino i giornali sono uno strumento del governo per tranquillizzare la popolazione rassicurandola sui rischi delle esercitazioni.
Allo stesso modo, la stampa nostrana ignora volutamente la voce di chi esprime il suo dissenso contro la NATO.

Alla domanda su come aumentare il più possibile il coinvolgimento e la sensibilizzazione della popolazione, la Paladino risponde che è importante che gli italiani comincino a sviluppare una coscienza critica, riconoscendo il grande valore del nostro Paese, una meraviglia del Mediterraneo, che non può essere ridotto ad una sorta di grande scalo militare della NATO.
Inoltre, è importante che i nostri connazionali si informino su quello che accade sul loro territorio.
Le esercitazioni, infatti, non sono l’unico problema: basti pensare alle bombe atomiche presenti nel nostro Paese, o alle scorie nucleari che verranno depositate, e legalmente, in alcune aree della Calabria.
Allo stesso tempo, la Sicilia continua a subire tagli sulla sanità e sulla gestione amministrativa, i giovani fuggono per la mancanza di lavoro e le infrastrutture crollano a pezzi: è quanto mai importante adesso unire le forze per contrastare dal basso la gestione discutibile del nostro Paese.

Il team di BreakNotizie

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