Tre operai della Pigna Envelopes sono le prime “vittime” del Jobs act

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Il Jobs act, il piano per incrementare i posti di lavoro lanciato a inizio anno dal governo, ha prodotto tante assunzioni. Ora arrivano i primi licenziamenti di questo provvedimento che è caratterizzato dall’espressione “a tutele crescenti”. I primi licenziati dopo essere stati assunti in conformità a questo provvedimento sono tre operai di una cartiera di Tolmezzo, la Pigna Envelopes, che hanno perso il posto dopo otto mesi di lavoro.

La cartiera aveva, infatti, effettuato le assunzioni, quattro in totale, nello scorso mese di marzo, quando aveva registrato un aumento degli ordini, e godendo degli sgravi contributivi previsti dalla legge. Ora la decisione del licenziamento, motivata da un calo di produzione, secondo quanto comunicato dalla stessa Pigna Envelopes. Secondi i sindacati, la scelta di licenziare proprio questi tre operai è stata fatta perché, in base alla legge, “Mandare via chi è a tempo indeterminato è diventato conveniente”.

E’ stato quindi sufficiente un calo di produzione per far emergere la “fragilità” del tanto agognato “posto fisso”, nonostante che la società abbia potuto godere degli incentivi per l’assunzione previsti dal Jobs act, che si concretizzano nell’esenzione, per tre anni, dal pagamento dei contributi.

La cartiera di Tolmezzo ha inviato ai tre operai la lettera di licenziamento, dove si cita una riorganizzazione dei turni dovuta alla mancanza di ordinativi, e si parla anche dell’impossibilità di spostare i tre in altre postazioni di lavoro. Il segretario della Uilcom di Udine, Paolo Battaino, ha spiegato che le assunzioni erano dovute alla trasformazione delle lavorazioni a “ciclo continuo”, avvenuta proprio a marzo, poi il calo di lavoro ha fatto si che si tornasse all’orario di lavoro precedente, con conseguente licenziamento dei tre operai.

Per i tre operai non ci sono le garanzie previste dall’articolo 18, e quindi non potranno essere reintegrati nel posto di lavoro. In base al Jobs act riceveranno un’indennità legata al periodo lavorativo in azienda. Un lavoratore della cartiera ha definito i contratti di lavoro perfezionati in base al Jobs act dei “contratti precari a tempo indeterminato”, con l’indeterminato che potrebbe terminare anche domani.

Del licenziamento dei tre operai da parte della Pigna Envelopes ha parlato anche il segretario della Sic Cgil di Udine, Paolo Morassutti, il quale ha precisato che in azienda ci sono anche apprendisti e lavoratori assunti a tempo determinato, ma che il licenziamento degli apprendisti è possibile solo in caso di mancanze gravi e non per motivo di calo di lavoro, mentre per gli operai a tempo determinato, l’allontanamento dal posto di lavoro si può effettuare solo dietro pagamento del resto del periodo previsto dal contratto. E’ quindi lampante che per l’azienda il licenziamento dei nuovi assunti sia il più conveniente e per questo sia stato scelto.

I sindacati hanno anche tenuto a precisare che l’azienda non li aveva informati di questi esuberi, anche se erano note a tutti le difficoltà economiche in cui versa la capofila del gruppo, la Pigna di Bergamo, che alla fine del mese di settembre ha dovuto chiedere il “concordato in bianco”. Secondo Battaino la società aveva avvisato i sindacati solo delle sue difficoltà economiche, ma non aveva parlato di esuberi e quindi l’arrivo delle lettere di licenziamento è stato una vera e propria sorpresa. E i sindacati non escludono che in un prossimo futuro possano avvenire anche altri licenziamenti.

Il quotidiano “Il Messaggero Veneto”, nel riportare la notizia del licenziamento, ha segnalato che uno dei tre licenziati, aveva scelto di lasciare un altro lavoro, per andare a lavorare presso la Pigna Envelopes, e ora si è trovato senza un’occupazione, con una famiglia, composta di moglie e due figli, da mantenere.

Il Team di BreakNotizie