Terrorismo: ecco cosa fare in caso di attacco

Terrorismo: ecco cosa fare in caso di attacco

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Doctors and nurses rushing in hospital hallway

Lo scorso 13 novembre Parigi è piombata nuovamente nella paura. A sentirsi vulnerabile, però, non è solo la Francia: tutti i Paesi dell’UE, infatti, sono costretti a fare fronte al terrorismo. I livelli di sicurezza sono stati innalzati al massimo e le città sono blindate. Ma cosa fare nell’eventualità in cui tali misure di sicurezza non dovessero bastare? A fornire qualche valido consiglio è il Colonnello Vitaly Demidkin, coordinatore la squadra d’assalto che si è occupata della liberazione degli ostaggi alla scuola di Beslan ed al teatro Dubrovka di Mosca.

Demidkin ha fatto presente che i terroristi preferiscono posizionarsi nelle zone più interne dei loro obiettivi lasciando libere le uscite. Alla luce di ciò, seppur con particolare attenzione, il Colonnello consiglia di tentare di darsi alla fuga. Nel caso in cui, invece, i terroristi siano entrati in un edificio scolastico, è preferibile tentare di scappare attraverso le finestre e raggiungere gli scantinati. Un’ottima alternativa è quella di trovare rifugio in stanze difficili da scovare. Ma cosa fare nell’eventualità in cui non si riesca a trovare alcuna via di scampo? In tal caso, il Colonnello consiglia di assecondare le richieste dei terroristi. Ogni genere di ‘colpo di testa’ potrebbe essere decisamente molto pericoloso per la propria incolumità e per quella degli altri ostaggi.

In ogni caso, è fortemente sconsigliato tentare di opporsi e fare movimenti improvvisi: i terroristi potrebbero pensare ad un’aggressione. Inoltre, considerando il fatto che in alcuni luoghi possono essere posizionate delle telecamere di sorveglianza, è necessario far capire alle forze speciali di essere ostaggi e non complici dei terroristi. Il Colonnello ha fornito anche consigli molto importanti per tutti coloro che riescono a trovare una via di fuga. Molto spesso, il cordone di agenti che cinge le strutture assediate dai terroristi è formato da militari non troppo esperti e, dunque, è fondamentale non correre. Gli agenti, infatti, potrebbero scambiare gli ostaggi in fuga per terroristi. Al contrario, è necessario uscire camminando piano e, al massimo, gesticolando. Solo dopo l’ordine degli agenti, è possibile correre verso la salvezza.

Se, invece, ci si trova in uno stabile occupato e non si hanno vie di fuga è importante tenere a mente di stare lontano da porte e/o finestre. Se, infatti, i negoziatori non riescono a raggiungere un accordo, le teste di cuoio devono fare un blitz e, per entrare, devo sfondare proprio le porte e le finestre. Nel caso in cui, poi, i terroristi utilizzino del gas per intossicare gli ostaggi, è fondamentale respirare solo ed esclusivamente attraverso un tessuto bagnato con acqua o, in casi estremi, con dell’urina.

Nelle ultime ore, a farla da padrone è la psicosi del terrorismo. Il numero delle segnalazioni, infatti, è cresciuto in maniera esponenziale e tutti i cittadini d’Europa fanno fatica a svolgere serenamente le attività quotidiane. Nessuno può dirsi al sicuro, è vero. Ma è egualmente vero il fatto che tutti hanno diritto a condurre una vita serena senza dover convivere con l’incubo del terrorismo. In ogni caso, i consigli del Colonnello Vitaly Demidkin sono molto preziosi anche se c’è da augurarsi di non doverli mai mettere in pratica.

Il team di BreakNotizie

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