Telecom ricatta il governo: “1.700 esuberi se niente ammortizzatori sociali”

Telecom ricatta il governo: “1.700 esuberi se niente ammortizzatori sociali”

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Telecom ha emesso un comunicato in cui si confermano le voci che già erano state diffuse da parte dei sindacati di categoria, e parla di 1700 esuberi tra gli addetti del gruppo, che in Italia conta su 52mila dipendenti.

All’interno del comunicato dell’azienda il punto più importante riguarda però un altro aspetto, cioè quello delle assunzioni. Nello scorso febbraio, il gruppo, che ha 62mila dipendenti nel mondo, aveva promesso 4mila nuove assunzioni, scaglionate nell’arco dei prossimi 3 – 4 anni, ma ora Telecom, che dalla fine dello scorso giugno è controllata da una società francese, la Vivendi, fa marcia indietro ed in un certo modo con il proprio aut aut ricatta il governo italiano. Il comunicato dell’azienda di telefonia è arrivato dopo che i suoi dirigenti avevano avuto un incontro con le rappresentanze sindacali presso il ministero dello Sviluppo Economico.

Presso lo stesso ministero era stato aperto nel mese scorso un tavolo di contrattazioni, con l’intento di affrontare le tematiche che coinvolgono diversi aspetti lavorativi come il ricambio generazionale, gli esuberi strutturali, e le nuove assunzioni. Le accuse di Telecom nei confronti del governo sono quelle di non aver previsto all’interno dei decreti attuativi che accompagnano il Jobs Act i denari necessari a coprire, come previsto, la quota del 70% del taglio degli stipendi, copertura che Telecom avrebbe ricambiato con nuovi inserimenti di personale. Successivamente, e precisamente nella scorsa settimana, le risorse necessarie sono state recuperate ma da parte di Telecom si è deciso di procedere comunque con un aut aut; senza un decreto che metta “nero su bianco” la possibilità di avere i soldi pubblici si procederà con i 1700 esuberi. Secondo Telecom solo con questo strumento è possibile mantenere il livello occupazionale attuale, ed anche portare a termine quel ricambio generazionale che necessita in quelle aziende che hanno un’alta età media e bisogno di rinnovare le competenze del proprio personale.

La copertura necessaria per gli ammortizzatori sociali era stata richiesta non solo da Telecom, ma anche da altri gruppi industriali, tra i quali Finmeccanica. Per quanto riguarda i possibili esuberi la Uilcom, attraverso il suo segretario generale Salvo Ugliarolo, ha comunicato che sui 1700 previsti, la maggioranza, 1.200 saranno relativi al personale di staff, mentre 150 riguarderanno l’unità “open access”, 150 i lavoratori che erano impegnati nell’ex “servizio 12” ed i rimanenti 200 il settore information technology. Oltre a questi esuberi ci sarà anche un ricollocamento dei 9mila dipendenti che operano nel settore dell’assistenza clienti attraverso i call center, in una nuova società, la Tim caring. La risposta del Governo di fronte a questo tentativo di ricatto è arrivata con una nota del ministero dello Sviluppo Economico, nella quel si chiarisce che il Governo “si impegna a favorire un accordo in tempi brevi”.

Anche il segretario generale della Slc Cgil, Massimo Cestaro, è intervenuto nella questione, ricordando che gli accordi firmati il 27 marzo 2013 prevedevano che, per azzerare eventuali esuberi, si facesse ricorso, “a fronte di un aumento della produttività e di una riduzione del costo del lavoro”, all’internalizzazione di alcune attività esterne. Secondo Cestaro “dichiarare oggi nuovi esuberi” è come dare la disdetta di quell’accordo. Per questo, sino al momento in cui Telecom non eliminerà dall’interno della vertenza la “societarizzazione del servizio customer”, il sindacato che lui rappresenta non porterà avanti nessun negoziato con l’azienda. Nello stesso tempo è necessario precisare che Telecom ha, nel frattempo, usufruito di quella che veniva definita “solidarietà difensiva” e che è scaduta alla fine di aprile per oltre 30mila lavoratori. Grazie a questo ammortizzatore il gruppo Telecom ha ottenuto una riduzione dei costi pari a oltre 280 milioni di euro, suddivisa negli anni dal 2013 al 2015.

Il team di BreakNotizie

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