Tasse giù del 50% alle multinazionali; le accuse della UE al governo Renzi

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Un’inchiesta europea pone sotto accusa l’Italia per la riforma fiscale del 2015 quando era a capo del governo Matteo Renzi.

Un favore alle multinazionali, rappresentato del taglio delle tasse nella misura del 50%. Questa è l’accusa nei confronti dell’ex Premier, Matteo Renzi, formulata all’interno di una inchiesta che è stata aperta da parte della Unione Europea. Una notizia che è stata portata alla luce del sole da un articolo pubblicato lo scorso 17 settembre su “L’Espresso”. Secondo il settimanale da parte della Unione Europea sono state anche fatte pressioni nei confronti del governo presieduto da Paolo Gentiloni in modo da ottenere una sostanziale modifica della normativa oppure la sua comopleta abolizione.

L’inchiesta è stata avviata da una commissione, il “Gruppo del codice di condotta”, che in sede europea si occupa di analizzare nel dettaglio le riforme fiscali emesse dai vari paesi componenti della Unione Europea, in modo da verificare l’adesione a quelle che sono le direttive della stessa UE. L’inchiesta, iniziata segretamente, solo ora è venuta a conoscenza di tutti. Già nello scorso mese di aprile il governo italiano era intervenuto sulla normativa per le necessarie modifiche, pur senza che questo fosse portato a conoscenza dell’opinione pubblica. In sostanza, secondo quanto emerso nel corso dell’inchiesta, da parte del governo Renzi erano stati concessi, ad alcune società “multinazionali” dei benefici fiscali non solo eccessivi, ma anche ingiustificati.

Nelle sue direttive l’Ocse permette che i singoli stati aderenti alla UE agevolino le società riguardo ai loro brevetti ed alle loro innovazioni, ma questo può avvenire solo se le spese sono direttamente collegate alle attività di ricerca effettuate dalle società. Dopo aver analizzato la legge italiana che il governo Renzi aveva varato nel 2015, la commissione ha invece accertato che per alcune società era previsto uno sconto fiscale pari al 50%, e che questo sconto avrebbe avuto la durata di 5 anni, con la possibilità di prolungarlo sino a 10 anni.

I nomi delle società beneficiarie di questo sconto fiscale sono rimasti sconosciuti, anche se alcuni mesi fa, da parte dell’Europa c’è stata una richiesta precisa al governo italiano per conoscere i nomi dei beneficiari. In questo caso veniva concessa alle multinazionali interessate la possibilità di usufruire dello sconto per i 5 anni previsti, anche dopo l’abolizione della legge. Il governo italiano infatti ha preferito non renderli noti.

Il problema degli sconti verso le multinazionali non riguarda solo il nostro Paese, in quanto da parte della commissione UE sono partite accuse anche per due altri stati, Francia e Spagna; anche per loro si tratta di eccessiva generosità, che l’Unione Europea ha la volontà di voler combattere, in modo da mettere tutte le aziende sullo stesso piano nei confronti del fisco.

Da parte del governo spagnolo sono arrivate conferme che le normative saranno riviste e “cancellate” quelle troppo favorevoli alle multinazionali. mentre da parte della Francia sono arrivate delle scuse che fanno riferimento alla situazione transitoria nella quale si trova il Paese, dopo le elezioni presidenziali e politiche.

Il Team di BreakNotizie