‘Stress test’ della BCE: è di 14.4 miliardi di euro il ‘buco’ dei quattro principali istituti di credito ellenici

‘Stress test’ della BCE: è di 14.4 miliardi di euro il ‘buco’ dei quattro principali istituti di credito ellenici

- in Economia
1060
0

Ammonta a 14,4 miliardi di euro la cifra necessaria per ricapitalizzare le quattro principali banche della Grecia: è questo quanto emerge dallo ‘stress test’ realizzato dalla Banca Centrale Europea a proposito di Alpha Bank, Eurobank, Piraeus e National Bank of Greece, i maggiori istituti di credito e che assieme rappresentano il 90% dell’intero sistema ellenico. Stando infatti ai dati emersi da una valutazione approfondita compiuta dalla Eurotower, la somma sarebbe in linea con le previsioni ma inferiore a quanto stanziato lo scorso luglio nel terzo piano di salvataggio.

Insomma, non ha destato alcuna sorpresa la carenza di capitale da parte delle quattro banche greche, entrate in crisi nel corso dell’ultimo anno a causa di una vera e propria emorragia di depositi. L’atteso rapporto sullo stato di salute (‘Asset Quality Review’ e ‘stress test’) presentato dalla Banca Centrale Europea (BCE) a proposito di Eurobank, Piraeus, Alpha Bank e National Bank of Greece ha stimato l’ammontare della ricapitalizzazione necessaria affinché tornino alla normalità. L’indicatore di rischio sistemico (SRISK) parla infatti di un deficit di capitale di 14,4 miliardi di euro in quella che è solo una simulazione del cosiddetto ‘worst case scenario’, mentre sarebbe di 4,4 miliardi di euro la cifra necessaria nello scenario ‘base’.

Tuttavia, nonostante i dati rispecchino abbastanza fedelmente quanto previsto a suo tempo a Francoforte e dintorni, non può passare inosservato il fatto che la somma sia di molto inferiore a quanto stanziato a favore del sistema bancario ellenico in estate. Infatti, nel ‘Memorandum’ concordato tra il Governo di Alexis Tsipras e la BCE lo scorso 11 agosto, si parlava di un piano triennale di aiuti pari a 86 miliardi di euro, di cui ben 25 previsti appositamente per gli istituti di credito: la condizione era che venisse realizzato un pacchetto concordato di riforme che, tuttavia, aveva messo in notevole difficoltà di fronte al proprio elettorato l’esecutivo guidato da Syriza.

Leggendo nel dettaglio la nota diramata dall’Eurotower si scopre come il maggiore dei quattro istituti presi in esame, la National Bank Of Greece, presenti un ‘buco’ di 4,6 miliardi che diventa di quasi 5 miliardi nel caso della Piraeus; più contenute le perdite di Alpha Bank e di Eurobank a cui toccherebbero degli aumenti di capitale rispettivamente di 2,7 e 2,1 miliardi di euro. Nel corso delle ultime ore, gli istituti interessati dallo ‘stress test’ hanno presentato un piano dettagliato al fine di spiegare ai vertici della BCE quale strategia di ricapitalizzazione intenderanno adottare per ripianare il deficit: nel piano erano contenute anche delle indicazioni su come sarebbe stata migliorata la solidità dei bilanci e su quale sarebbe la migliore strategia da adottare al verificarsi di condizioni macro-economiche sfavorevoli.

La dead-line affinché l’intera ricapitalizzazione venga conclusa è il 31 dicembre 2015, data oltre la quale le banche saranno soggette alle conseguenze del ‘bail-in’: da gennaio, infatti, entrerà in vigore la direttiva europea in materia di risoluzione e ristrutturazione delle crisi bancarie, secondo la quale gli istituti non saranno più salvati ricorrendo a denaro pubblico. Non sarà più dunque lo Stato a ripianare eventuali ‘buchi’ e la banca dovrà rivalersi sugli azionisti e sui correntisti che dispongono di oltre 100mila euro sul proprio conto.

 

Il team di BreakNotizie

Commenti

commenti

You may also like

Anziani e bambini: quando ad accomunarli è il gioco

Cosa succede se si consente ai degenti di