Storia e discografia dei Muse

Storia e discografia dei Muse

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Negli anni novanta gruppi come i Rem ma soprattutto i Nirvana hanno influenzato i gusti musicali dei giovani di quel periodo, lasciando spazio ad altre band che poi hanno trovato successo in tempi più recenti. Non è un caso se i Muse, complesso musicale fondato dal chitarrista Matthew Bellamy insieme a Dominic Howard e Chris Wolstenholme, sono diventati pionieri di un genere come l’alternative rock.

Nel 1998 i Muse iniziano a realizzare concerti in Gran Bretagna esibendosi nei locali più rinomati di Londra. Nel loro repertorio ci sono cover di brani intramontabili come Tourette’s dei Nirvana, ma per Bellamy e soci c’è l’intenzione di realizzare un primo album di inediti. Dopo aver pubblicato Muse nel 1999 esce Muscle Museum, il loro secondo EP: sei brani pubblicati presso l’etichetta discografica della Dangerous Records.

L’anno seguente i Muse entrano in sala di registrazione per incidere il loro primo album ufficiale. Ad aiutare la band a muovere i primi passi nel settore discografico c’è John Leckie, produttore che in passato ha lavorato per i The Verve e i Radiohead. Nell’ottobre del 1999 i Muse rilasciano nei negozi Showbiz, il loro primo disco di inediti: dodici brani che vanno dall’alternative rock al neoprogressive in cui emerge Sober, colonna sonora del videogame Gran Turismo 3.

Showbitz ottiene un buon successo con oltre seicentomila copie vendute in tutto il mondo e i Muse diventano supporter di band blasonate come i Red Hot Chili Peppers e i Foo Fighters. Nel luglio del 2001 esce il loro secondo disco, Origin Of Symmetry, un album più votato all’hard rock che però non delude le aspettative dei fan. Bellamy scrive e compone dieci brani tra cui Hyper Music, un singolo che traina l’intero album, ma anche canzoni come Bliss e New Born riescono a ottenere ottimi piazzamenti in classifica. Se Bellamy predilige scrivere i testi e comporre le musiche, il basso di Wostenholme in questi pezzi viene distorto per creare combinazioni musicali e sperimentali del tutto nuove che suscitano l’ammirazione dei fans.

Con Absolution (2003) i Muse diventano senza dubbio la più importante band degli anni duemila. Il loro stile musicale ha un impatto devastante presso i teenager, ma in questo terzo disco sono i testi delle loro canzoni a suscitare l’ammirazione della critica. Bellamy scrive e compone brani in cui riversa tutta la sua passione per la teologia, la cospirazione politica e la scienza. Con Absolution i Muse iniziano il loro primo tour mondiale esibendosi in Canada, Francia e Australia.

Il successo commerciale dei Muse continua: escono Black Holes & Revelations (2006) e The Resistance (2009) due dischi in cui Bellamy continua a scrivere brani politici, mostrandoci uno scenario in cui gli esseri umani sono controllati da un nuovo ordine mondiale. Teorie complottistiche a parte, The Resistance ottiene anche un Grammy Awards nel 2011 come Miglior Album Rock.

Il brano Madness contenuto nell’album The 2nd Law (2012) diventa una delle hit di quell’anno: una canzone che ottiene critiche positive anche da parte di Chris Martin, leader dei Coldplay, che considera questo pezzo “il migliore brano mai realizzato dai Muse“. Nel 2015 la band ha rilasciato Drones, il loro ultimo album di inediti, un disco anticipato da un tour promozionale che si è tenuto soltanto nel Regno Unito per poi proseguire anche in Italia, con un trionfale concerto nella Capitale che si è tenuto lo scorso luglio durante il Rock in Roma.

Il team di BreakNotizie

 

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