Stop alle spose bambine in Gambia e in Tanzania

Stop alle spose bambine in Gambia e in Tanzania

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Sono state approvate la scorsa estate le leggi che vietano di sposare le minori in Gambia e in Tanzania: il reato verrà punito con dure pene detentive

Quella delle spose bambine, costrette ad unirsi in matrimonio con uomini adulti, può essere considerata una vera e propria piaga che coinvolge, nel mondo, oltre 15 milioni di bambine e ragazzine al di sotto dei 18 anni. Le ragioni dietro questi matrimoni possono essere diverse – tradizioni culturali o meri motivi economici – e rendono ancora più crude e amare le loro storie di infanzia non vissuta. In Africa e in Medio Oriente la pratica è piuttosto diffusa, ma accanto a storie terribili si trovano anche buone notizie.

Come quelle che arrivano dal Gambia e dalla Tanzania, che durante la scorsa estate hanno approvato leggi per vietare i matrimoni fra adulti e minori che non abbiano ancora compiuto i 18 anni di età; non solo, sono stati vietati anche i rapporti sessuali con bambine e bambini che si trovano in età scolare. La pena fissata per questi reati è piuttosto dura in entrambi i Paesi: 20 anni di carcere alle persone ritenute colpevoli in Gambia, ben 30 in Tanzania.

Al fine di garantire un’adeguata vigilanza in casi di violenze su minori, gli istituti scolastici di entrambi i Paesi sono obbligati a comunicare ai rispettivi governi eventuali casi di allieve che rimangono incinte o che contraggono matrimonio. I provvedimenti sono stati presi per tutelare l’infanzia delle numerose giovanissime che, contro la loro volontà, venivano costrette a sposare adulti o rimanevano incinte in seguito a rapporti sessuali non consenzienti.

Le spose bambine finivano – e finiscono, laddove questa pratica è ancora ammessa – il più delle volte in circoli viziosi fatti di violenze domestiche, gravidanze precoci che spesso portano alla morte a causa del parto, malattie come l’Hiv e, naturalmente, l’abbandono della scuola, con la conseguente rinuncia al loro futuro. Le decisioni che giungono da Tanzania e Gambia rappresentano dunque un segnale importante, forse decisivo anche perché le mogli dei capi di governo dei due Paesi hanno deciso di unire le forze insieme alle altre first ladies africane per lanciare la campagna denominata “No ai matrimoni infantili”, per sensibilizzare l’opinione pubblica e nella speranza di poter finalmente porre fine a questa terribile piaga.

Il team di BreakNotizie

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